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oscarwine

Abbiamo scelto di andare online dopo due anni durante i quali ci siamo conosciuti ai nostri eventi, abbiamo bevuto e brindato assieme, scambiando pareri e bottiglie ma soprattutto raccontandoci storie di vino.

oscarwine ospiterà sul suo sito la voce di tutti, con l’augurio di dare vita a confronti e a una crescita reciproca di chi racconterà una storia, di chi la leggerà e, ovviamente, di noi che ne scriveremo.

chi siamo

Il 1959 è stata forse una delle annate enologiche peggiori dello scorso secolo; nonostante ciò, Andrea Cordero di Montezemolo ha sempre avuto due forti passioni: il vino e la comunicazione, ed è riuscito finalmente a metterle insieme, sposando in pieno il progetto oscarwine. Romano d’adozione ma con origini ben radicate in una terra a forte vocazione vitivinicola, il Piemonte, ha collaborato con alcune tra le più importanti agenzie di advertising italiane, oltre a diverse realtà editoriali. Oggi è partner di uno studio di design strategico con cui, guarda caso, sta progettando il naming e la bottle shape per un liquore nazionale. In fondo sempre di alcol si parla.

Giulio Cespites, vendemmia 1965, unisce le caratteristiche di uno spumante e di un grande rosso: dinamico in fase creativa come una “bollicina” e perfettamente equilibrato nella gestione delle strategie. Ha fondato una tra le più importanti agenzie di comunicazione, consulenza strategica e progetti digitali, oltre ad occuparsi di ricerca e sviluppo nella comunicazione legata alle nuove tecnologie. È l’enologo dei progetti di oscarwine, dei quali segue e verifica tutto il processo produttivo, ed è solito festeggiarne il buon esito stappando una bottiglia, rigorosamente d’annata.

Annata 1971 (la stessa del miglior Barolo), Ivan Nauta è l’anima digitale di oscarwine, nonchè avamposto del gruppo nel profondo Nord. Freelance come da manuale del milanese imbruttito, esperto in web design, e-commerce e social media management. Collabora da tempo con diverse realtà del mondo enogastronomico lombardo e non solo, occupandosi di digital marketing, comunicazione online e assaggi strategici. Ha curato tra le altre cose l’allestimento del museo multimediale in Enoteca Regionale della Lombardia.

Una vendemmia capitolina anticipata del 1973 ci ha regalato Livio Buffo. Sommelier, giornalista – si è affinato nelle redazioni di Adnkronos, Il Messaggero, Il Tempo e Maxim Italia – e comunicatore, negli ultimi 15 anni ha gestito le media relations di multinazionali, personaggi pubblici e, sua grande passione, club di pallanuoto, ma giura che i capelli non li ha persi per lo stress da lavoro. Si è chiuso volontariamente nella cantina di oscarwine, autonominandosi direttore all’unanimità, dove trascorre i giorni e le notti scrivendo (e bevendo) di vino.

Marco Neugebauer, il nostro Riesling, nonostante il cognome non conosce una parola di tedesco. È una delle anime creative di oscarwine. Annata 1969, graphic designer, sommelier, fotografo, esperienza trentennale nel campo della comunicazione visiva, ha collaborato alla creazione dei brand di grandi società italiane e internazionali. Una volta preso il vizio del vino ha iniziato ad occuparsi di food design, progettando marchi e strategie per cantine e consorzi (ad esempio quello del Vino e Olio “Puglia Sveva”), vincendo diversi premi per il design delle etichette. Girovago sempre accompagnato da Roberto, con suo grande dispiacere viene spedito in missione in tutta Italia per i servizi fotografici delle cantine.

A tre anni la prima vendemmia, a sei la prima botte, a dodici i primi assaggi, a quaranta sommelier. Come poteva non essere dei nostri? Roberto Randi, annata 1968 come il più famoso supertuscan, si occupa dal 1990 di identità aziendale per importanti brand nazionali, attività che travasa nella passione di sempre, il vino. Ha disegnato marchi di cantine, etichette premiate e ha curato l’immagine di importanti eventi enogastronomici. Insieme a Marco alterna la matita con il cavatappi, e con la scusa del design finiscono spesso le giornate con il bicchiere in mano.