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A riveder le stelle: Tiezzi celebra il Sommo Poeta

Accolti dal presidente Fabrizio Bindocci e dal direttore generale Michele Fontana, lo scorso mercoledì Enzo e Monica Tiezzi hanno donato al Consorzio di Montalcino le bottiglie numerate 002, 003 e 004 di “700”, il Brunello commemorativo del settecentenario dantesco.

“…a riveder le stelle” recita l’etichetta, il celebre ultimo verso dell’Inferno, scelto dalla famiglia Tiezzi come augurio a Montalcino e all’Italia in questi giorni di ripartenza generale.

È una bellissima iniziativa. – ha commentato il presidente Bindocci – La comunità del Brunello è ricca di idee e persone speciali, e questa ne è una dimostrazione. Enzo Tiezzi è uno dei nostri padri nobili, la sua storia parla per lui. Queste bottiglie commemorative impreziosiscono la teca del Consorzio”.

L’idea è di Rachele, nipote di Enzo e figlia di Monica, grande appassionata del Sommo Poeta. A lei è spettata la bottiglia numero 001. La produzione è limitata a 700 esemplari numerati del Poggio Cerrino 2015, con registro redatto e conservato dall’azienda di Montalcino.

Monica Tiezzi racconta: “L’Italia nasce dai versi di Dante. Il Brunello, da diversi anni ormai, è uno dei principali ambasciatori italiani nel mondo; ci rappresenta, ci racconta. Omaggiamo Dante riconoscendolo come inventore e padre di quella che nel tempo sarebbe diventata Italia; il nostro noi. Ma non solo: penso a Dante e alle donne. È il poeta delle donne, ne parla come il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, è per lui la meraviglia delle meraviglie”.

Sembrerebbe si sia all’ultimo verso dell’Inferno: stiamo uscendo a riveder le stelle. Come sono stati questi 18 mesi di Covid per la sua azienda?
“Abbiamo sentito la sofferenza degli amici ristoratori; il primo pensiero va a loro. Come si sa, il Brunello è addirittura cresciuto se parliamo di vendite: anche per noi è andata così, abbiamo trovato nuovi mercati, ultimo fra questi in ordine di arrivo la bellissima Repubblica Dominicana. Quello dell’etichetta del “700” vuole essere una abbraccio di vicinanza e di disponibilità prima di tutto verso la rete HoReCa.”

Comunicazione: cosa è cambiato per voi in questo ultimo anno?
“Noi siamo tradizionali, crediamo nella visita in azienda, nel racconto lento, nel toccare le botti; questo non cambierà e questo resterà il nostro modo di raccontarci. Ma sarebbe da folli non considerare le potenzialità della rete, dei social e delle degustazioni da remoto. Abbiamo fatto così con Santo Domingo per esempio; se no come altro avremmo potuto?! Tutto, ma nella giusta misura.”