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Belluzzo, l’eleganza dei tannini e un Verduzzo top

Tre rossi e un Verduzzo passito sono i protagonisti della degustazione di Vini Belluzzo, azienda di Tarcento, la zona dei Colli Orientali con la maggiore escursione termica e un terroir particolare che esalta le caratteristiche delle uve coltivate nell’area.

Iniziamo senza indugi dal “Perla Nera”, un IGT, blend di tre vitigni a bacca rossa: merlot, cabernet franc, refosco dal peduncolo rosso. È un vino da tavola che fa affinamento in acciaio. Colore rubino brillante, profumo intenso e persistente, dove prevalgono i sentori di frutta rossa – in particolare ribes e ciliegia – accompagnati da note di viola. È un prodotto di medio corpo, morbido con tannini setosi: facile da bere e consigliato per la tavola di tutti i giorni.

Veniamo a “Orgoglio”, Refosco Peduncolo Rosso IGT Venezia Giulia. È un vino non filtrato prodotto da uve di un vigneto lavorato interamente a mano, che cresce su un terreno argilloso esposto a sud. La prima annata fu messa in commercio dopo 5 anni di grandi fatiche, il nome del vino deriva dall’orgoglio dei Belluzzo di essere riusciti a produrlo. L’aspetto è meraviglioso, color rubino carico con riflesso porpora. All’olfattiva è estremamente intenso, esplode subito con profumi dolci di vaniglia e spezie (cannella). Decisamente persistente con i profumi che si rincorrono, si nascondono e si ritrovano. Frutta rossa, more, prugna, viola completano un bouquet notevole. Al palato risulta fresco, corposo, con tannini molto morbidi.

Terzo della serie è “Origine”, vino non filtrato che esce sul mercato a quattro anni dalla vendemmia. Il nome si deve a nonno Marco che piantò le prime vigne di merlot nel 1967. È un vino di una piacevolezza infinita. Color rubino limpido, al naso è intenso e persistente con profumi di salvia, ribes, more, ciliegia, e, andando avanti, amarena, tabacco e spezie. In bocca è fresco, corposo ma non troppo, presagio di una lunga evoluzione. I tannini? Morbidissimi, una caratteristica comune nei vini Belluzzo.

Chiudiamo con l’unico bianco della degustazione, “Aurum”, un Verduzzo Passito. La prima cosa che colpisce di questo prodotto è il color ambra che vira allo scuro. Al naso è più persistente che intenso, con note di datteri ma soprattutto fichi secchi e miele che tornano alla gustativa. È un prodotto equilibrato, fine, non stucchevole, dal naso al palato il percorso è rettilineo, senza scosse, sostenuto da una buona acidità e un leggero agrume finale che compensa la dolcezza del vino. Aurum è un vino lungo, adatto per essere degustato con calma, magari la sera tardi leggendo un buon libro.