Carloni: ‘Nuovi strumenti per combattere peronospera’

Un meteo pazzo e la mancanza di tempi per attaccarla hanno permesso alla peronospera  – una malattia fungina della vite che causa defogliazione delle piante e perdita dei grappoli di uva – di attaccare molte vigne in tutta Italia. C’è chi non ha salvato quasi niente, rinunciando a vendemmiare e chi ha registrato importanti perdite del raccolto. Tutto è partito dalle piogge insistenti fra maggio e giugno che hanno limitato gli accessi in vigna ai produttori o li hanno costretti a lavorare a ritmi ridotti, permettendo nel frattempo alla malattia di prosperare.

Si parla di vigneti irrimediabilmente danneggiati nel foggiano, in provincia di Bari e nel tarantino, di danni per 260 milioni di euro in Toscana, di una riduzione delle produzioni del 70% in Abruzzo con perdite a cinque zeri, e di un comparto produttivo marchigiano che ha registrato un -40%.

Vista la cifra superiore al 30% della produzione lorda vendibile, per i danneggiati è stato possibile chiedere l’attivazione del Fondo nazionale di solidarietà varato dal Governo per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva delle aziende colpite.

Abbiamo fatto il punto con Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, su questa situazione.

Presidente, dopo lo stato di calamità naturale per l’agricoltura abruzzese e altre realtà colpite dalla peronospera, da alcuni giorni anche le Marche possono accedere al fondo di emergenza.
Con il Decreto di riconoscimento eccezionalità attacchi di peronospora (Plasmopara Viticola) ai sensi del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136, nel territorio della Regione Marche si riconosce un danno reale che va ristorato. Tuttavia temo che dovremo usare nuovi strumenti per gestire le produzioni.

Qual è la situazione attuale delle realtà vitivinicole di Abruzzo e Marche, le ultime regioni ad accedere ai fondi?
Le loro produzioni sono ben recepite dai mercati perché i vini sono di ottima qualità. Il tema è la redditività che talvolta mortifica gli investimenti, purtroppo necessari.

Presto per parlare di rischi per la prossima vendemmia ma come contrastare il fenomeno?
L’introduzione di tecnologia può aiutare a evitare errori nei dosaggi dei trattamenti e gestire lo stress idrico. Un esempio? Le TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita che voteremo mercoledì prossimo in Commissione agricoltura.

Andiamo verso le Europee, è tardi per aprire un tavolo sui problemi delle coltivazioni vitivinicole nel vecchio continente? Crede si dovrà aspettare il termine delle elezioni?
Ritengo necessario aprire a delle modifiche per correggere la programmazione finanziaria ma anche gli obiettivi che non possono rimanere immutati di fronte ad una economia che cambia. Alcune modifiche sono possibili ma bisogna cambiare la PAC.

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