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Crisi energetica e cantine: l’inverno sta arrivando

“Conto alla rovescia”“Un anno di tempo”“Bollette insostenibili”“Non so se nel 2023 lavoreremo ancora”…Sono queste le frasi più frequenti che ci sentiamo dire da ristoratori e produttori di vino nel viaggio di oscarwine per raccontare la crisi energetica dal loro punto di vista. Oggi, toccheremo Lombardia, Abruzzo, Lazio e Calabria, quattro storie di terre profondamente diverse che al momento hanno un comune denominatore: la crisi.

PAOLO IPPOLITO

Partiamo dal sud, dalla DOC Cirò, l’alfa della viticultura calabrese, dove si trova Ippolito 1845, la più antica cantina regionale, per ascoltare Paolo Ippolito, ambasciatore del vino 2019, direttore commerciale Italia e proprietario dell’azienda di famiglia con i cugini Vincenzo e Gianluca: “Stiamo riscontrando aumenti in tutti i settori della produzione: a cascata sono stati colpiti tutti, dal vetro alla carta, passando ovviamente per l’energia (le refrigerazioni costano). Siamo stati costretti per due volte in un anno a rialzare i listini, una situazione che, declinata a livello nazionale, porterà a una distorsione del mercato per un calo dei consumi. Quanto accade si sta riversando sui clienti e una contrazione dei consumi per gli aumenti è prevedibile. Il futuro Governo dovrà intervenire non solo per aiutare le aziende ma anche le famiglie: fra qualche mese i conti non torneranno a nessuno.

VALENTINO PICCIONI

Saliamo nella città eterna dove ci aspetta Valentino Piccioni amministratore dell’Azienda vinicola Castello di Corcolle. Cambia regione ma non la musica: “Che dire? Ci sono stati gli aumenti delle bollette e del gasolio agricolo, che ha toccato picchi importanti, per non parlare dei materiali per il vigneto, i concimi, il rame e lo zolfo, tutto aumentato del 50%. I costi di gestione sono lievitati e non solo per noi: i clienti e i partner hanno anche loro difficoltà a pagare i conti, quindi tendono a ritardare il saldo delle fatture del vino. Quanto sta accadendo è fortemente limitante per un imprenditore; la mia è un’azienda giovane, in crescita, e i problemi sono molteplici. Dopo i nuovi aumenti, vedremo cosa accadrà. Le vendite sono calate, il mio è un prodotto di nicchia e molti tendono a risparmiare: i prezzi salgono, le entrate no.

Enrico Cerulli Irelli

Ci spostiamo verso l’Abruzzo, all’ombra del Gran Sasso per una chiacchierata con Enrico Cerulli Irelli, titolare della Cerulli Spinozzi: “Tra famiglie e aziende c’è una grande preoccupazione per le prospettive future anche a breve termine. Considerate che noi produttori siamo schiacciati tra i costi energetici (la bolletta è quadruplicata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e tutti gli altri incrementi del settore. I tempi di riordino si sono dilatati e il mercato non recepisce gli aumenti, motivo per il quale siamo costretti a limitarli il più possibile in un contesto, come quello abruzzese, dove i margini sono già ridotti all’osso. La situazione è molto grave, c’è la contrazione del potere d’acquisto dei consumatori e il cambio delle loro abitudini, che si sposta sempre più verso casa a svantaggio dei ristoranti. Stiamo cercando delle soluzioni, rivolgendoci al mercato online e ampliando il lavoro di ospitalità in cantina e la vendita diretta, tenendo in considerazione l’estero e i nuovi canali.

ALBERTO FIORI

Chiudiamo con sorsi di Oltrepò Pavese all’Azienda Agricola Valdamonte. Alberto Fiori, padrone di casa, ci accoglie con parole simili a quelle dei suoi colleghi: “Le bollette sono più alte di tre volte e mezzo rispetto allo stesso periodo del 2021 e tutto quanto serve per lavorare è aumentato. In primis le bottiglie: sembra non ci sia una fine ai rincari del vetro che hanno toccato un +60% rispetto al 2021. Poi, ci sono i materiali per vigneti, specialmente i pali in ferro che costano il doppio. Fai fatica a rientrare dei costi. Una parte dei rincari la prendiamo noi ma il resto va sul consumatore. Non so per quanto potrà durare questa situazione. È grande la paura di un impoverimento generale, non ci sono altre parole. Bisogna sperare, non dico che rientri la situazione ma che almeno si stabilizzi. Con le bollette che mi stanno arrivando non so cosa aspettarmi dal futuro. L’energia elettrica per me era un costo marginale ma adesso è cambiato tutto: un salasso. Andare a pari con questi costi è impossibile: il futuro immediato non sarà dei più rosei.

L’inverno sta arrivando?