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Lisini: Rosso 2018 e Brunello 2016 emozionano

Giornata all’insegna delle degustazioni con una puntata in uno dei territori italiani più rinomati per la viticultura ed il vino: Montalcino.

Sotto la lente di ingrandimento il Rosso 2018 e il Brunello 2016 della Azienda Agraria Lisini, nome e marchio storico, fra i più rappresentativi del sangiovese grosso: la famiglia Lisini discende direttamente dai Clementi, vantando così una presenza a Montalcino dal 1600, ed è stata protagonista della fondazione del Consorzio nel 1967.

Iniziamo dal Rosso di Montalcino 2018. Il vino si presenta vestito di uno splendido rubino con un’unghia leggermente aranciata che invita subito alla bevuta. Pazientiamo e passiamo all’olfattiva. Al naso, il vino è molto intenso, si distinguono immediatamente profumi di ciliegia, che dopo muta in una marcata nota di lampone, di tabacco e spezie. È un rosso caldo con un’importante presenza di tannini setosi che non disturbano minimamente la bevuta. Molto equilibrato, è un vino che si fa amare al primo sorso.

Passiamo al Brunello 2016, annata che ha bissato la grande qualità dell’anno precedente, dopo la disastrosa estate del 2014 che ha colpito tutto il territorio di Montalcino (fare un Brunello sette anni fa fu un’impresa eroica per chi decise di vinificare). Anche in questo caso il colore è un rubino, leggermente più profondo con una bellissima aureola granata. Emergono subito i sentori di  frutti di bosco e di spezie, il tutto immerso in un vasto bouquet floreale ed erbaceo accompagnato da un sottofondo di note dolci che delizia il naso. Un vino equilibrato e fine che fa intravedere una promettente evoluzione: gusto avvolgente, morbido, tannini vellutati e un bel tocco finale di liquirizia. Dopo questa degustazione preliminare, prendiamo appuntamento per assaggiarlo nuovamente fra cinque anni. Sarà una lunga attesa ma sicuramente premiata.