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Migranti, diritti dei lavoratori e vino: il convegno

Ieri, Montepulciano ha ospitato “Il Ruolo dei Distretti Territoriali nelle Politiche di Integrazione dei migranti”, convegno promosso da Equalitas, Federdoc e Luci sul Lavoro. Le sfide che le aziende produttrici si trovano a fronteggiare, ma anche le opportunità che queste possono cogliere in ottica di sostenibilità circolare, benessere sociale e modelli aziendali virtuosi, è stato uno dei temi al centro del dibattito.

Da anni Equalitas e Federdoc – spiega Riccardo Ricci Curbastro, presidente Equalitas – stanno svolgendo un lavoro meticoloso non solo nel far emergere le irregolarità presenti nel comparto enoico, ma anche per educare attivamente tutte le parti interessate per raggiungere standard qualitativi elevati. È corretto specificare che la maggioranza degli imprenditori del vino è virtuosa in ambito di tutela dei lavoratori, ma è necessario identificare e combattere tutti coloro che si servono di pratiche di sfruttamento in vigna, soprattutto nei confronti di migranti.

Tra i focus della giornata, quello sullo sfruttamento del lavoro agricolo in Toscana evidenziato nel report di Fabio Berti, docente dell’Università di Siena; l’indagine ha sottolineato come numerosi “lavoratori fragili” (operatori stranieri, specie richiedenti asilo o titolari di permessi di protezione) siano soggetti a gravi carenze contrattuali, basse retribuzioni, mancato rispetto degli orari di lavoro ed altri disagi.

Da questi dati ha preso le mosse il moderatore Alessandro Galardi per stimolare la ricerca di soluzioni, partendo da alcune considerazioni di base sui casi di illegalità nel comparto enoico. Il problema scaturisce da una sostanziale mancanza della cultura del lavoro come leva di benessere sociale e produttivo, ma non è da definirsi sistemico. Inoltre, i consumatori e i player si dicono pronti ad escludere le filiere che non dimostreranno trasparenza su questi temi, infliggendo di fatto una pesantissima sanzione a chi non rispetti il benessere dei lavoratori.

Tra gli argomenti toccati durante il convegno, le criticità e gli indicatori su cui lavorare per lo sviluppo di nuovi contratti e regolamenti che rendano il lavoro una forma di integrazione sociale, ma anche di valorizzazione dei territori a forte vocazione agricola e vitivinicola.

A proposito di qualità del lavoro, il convegno ha anche messo l’accento sull’importanza dei distretti del vino e del lavoro agricolo in generale nel tutelare i diritti dei lavoratori; sul tema si è espresso Remo Grassi, AD Banfi e Presidente della Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino, spiegando come ciò sia possibile soprattutto nelle aree in cui la produzione vitivinicola rappresenta la principale rete economica e sociale del territorio (come l’interno della Toscana o Langhe o l’Etna). Sul tema si è espresso anche Marco Caprai, CEO Arnaldo Caprai, raccontando l’esperienza della sua azienda nel favorire e addirittura privilegiare l’impiego di lavoratori più fragili, di fronte ad un mondo che cerca piuttosto di nasconderli.