fbpx

Podere Il Castellaccio, la Bolgheri che non ti aspetti

Oscarwine ritorna in Toscana, questa volta nel cuore della DOC Bolgheri, per raccontare i vini di Podere Il Castellaccio, cantina di Castagneto Carducci condotta da Alessandro Scappini e dalla moglie Enrica, con il supporto dell’enologo Attilio Pagli. La storia di famiglia inizia negli anni ’60 quando Luigi Corradini, nonno materno di Alessandro, dopo aver cercato i cloni delle antiche uve locali pugnitello, foglia tonda e sangiovese nella zona del Chianti, decide di impiantare i primi ettari sulle colline di Segalari.

La guida dell’azienda passa successivamente al figlio Roberto fino ad arrivare al 2009, quando Alessandro fonda l’attuale Podere Il Castellaccio, basato su un’idea vinicola virtuosa, del tutto personale e controcorrente rispetto alla maggior parte dei competitors che, di certo, in questa zona della Toscana non mancano. È un percorso strategico rischioso e difficile, quello di lasciare in secondo piano le uve internazionali, che tanto hanno contribuito alla fama di questa parte di Toscana, per recuperare gli antichi vitigni autoctoni del nonno e puntare sulla diversificazione.

“Non si è trattato di una scelta facile – racconta Alessandro – ma è il mio tributo di rispetto nei confronti di questo territorio, di questa tenuta e di mio nonno, che negli anni ’60 la acquistò quando ancora il mito della DOC Bolgheri era lontano dal nascere e dall’affermarsi. Quando ho deciso di subentrare alla guida del Castellaccio ho scelto di non espiantare i vecchi vigneti, ma di farne il canovaccio su cui scrivere il nostro futuro”.

Personalità, equilibrio, armonia al naso e al palato: sono questi i tratti caratteristici dei vini di Podere Il Castellaccio. Cinque le etichette, differenti ma tra loro direttamente imparentate, per un’impronta decisamente riconoscibile, che risponde a criteri di forte identità e qualità.

Il 2011 vede la nascita della prima annata di Dinostro IGT Toscana, un Sangiovese in purezza dal carattere forte, fatto di complessità per naso e palato ed esuberanza mai invadente. Blend di uve sangiovese, pugnitello e foglia tonda, dodici mesi in legno ed altrettanti in bottiglia, Valénte IGT Toscana è probabilmente, per chi scrive, il più armonico ed elegante vino della tenuta, per un equilibrio e una persistenza in bocca rari e dagli intensi profumi.

Certificata biologica da un paio d’anni, l’azienda possiede diversi vigneti: da quelli situati lungo la via Bolgherese nasce Orio Bolgheri DOC, tradizionale taglio bordolese di cabernet franc, merlot e syrah, intenso, complesso e di piacevole beva. Le uve cabernet franc in purezza e una piccola quantità di grappoli di antiche vigne di pugnitello costituiscono invece Il Castellaccio Bolgheri DOC Superiore, 12 mesi in anfore ceramiche dopo l’affinamento in barrique. Esempio di viticultura eroica, nelle parole di Alessandro Scappini; il cavallo, passione del proprietario, è protagonista in vigna, chiamato a svolgere mansioni di aratura ed erpicatura per preservare le viti e permettere l’ossigenazione ideale del terreno.

I vitigni autoctoni esprimono al meglio il DNA della cantina toscana, sempre orientata a un mix equilibrato tra innovazione e tradizione: la ricerca costante, unita a un percorso strategico intraprendente, capace e creativo della proprietà, porta nel 2015 all’arrivo dell’ultimo nato in casa Il Castellaccio, il Somatico IGT Toscana, da uve pugnitello in purezza, per un sapore ampio, completo e profondo.