Come cambia il ruolo del vino nell’aggregazione sociale
Come cambiano i riti dell’incontro e della convivialità? Quale ruolo ha avuto il vino nell’aggregazione sociale e quale può avere oggi, mentre si trasformano linguaggi, abitudini e modi di stare insieme? Sono alcune delle domande al centro di “Mutamenti sociali e cultura del vino“, l’iniziativa promossa dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino in programma l’11 novembre 2026 al Convento di San Francesco di Conegliano, con inizio alle 9:30.
L’appuntamento, aperto a tutti e a ingresso libero, ha come obiettivo quello di proporre un modo nuovo di avvicinarsi al valore dell’enologia italiana: non soltanto attraverso il prodotto, ma interrogando il suo significato culturale e relazionale. Il vino diventa così il punto di partenza per una riflessione su ciò che riunisce le persone, sul senso della condivisione e sulle forme che la convivialità può assumere nel presente. L’obiettivo è mettere in dialogo il ruolo del vino come aggregatore con i cambiamenti della società, senza dare per scontata la continuità dei riti del passato.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Conegliano, Fabio Chies, e del presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, il programma intreccerà prospettive filosofiche, psicologiche, sociali e scientifiche. Alle 10 Alberto Giacomelli, dell’Università di Padova, affronterà il tema dell’arte del simposio e della convivialità tra mondo antico e realtà contemporanea. A seguire, la psicologa Laura Brusaterra parlerà dei nuovi modi di vivere il divertimento, con uno sguardo a Gen Z e Gen Alpha, tra mondo digitale e nuove normalità.
Alle 10:40, lo psichiatra Andrea Costacurta condurrà “Le terre di mezzo. Mutamenti sociali e psicopatologia”; seguito dalla giornalista Laura Antonella Carli con “Perché beviamo” e da Attilio Giacosa, direttore IRVAS, con “Il vino nella dieta mediterranea”.
Alle 11:40 la tavola rotonda riunirà Vincenzo Gerbi, dell’Università di Torino e vicepresidente AIVV; Davide Gaeta, dell’Università di Verona; Giorgio Palù, emerito dell’Università di Padova; Danilo Riponti, criminologo dell’Università di Trieste; Mattia Vezzola, imprenditore dell’azienda Costaripa; e Floriano Zambon, dell’Associazione Nazionale Città del Vino. L’intera mattinata sarà coordinata dalla giornalista Anna Di Martino. La chiusura, alle 13:30, sarà accompagnata da un rinfresco offerto dal Consorzio Prosecco DOC.
La tornata di Conegliano invita dunque a guardare al vino come a una chiave di lettura dei mutamenti sociali: una riflessione sul suo ruolo nella costruzione di occasioni d’incontro, capace di affiancare alla dimensione produttiva dell’enologia italiana quella dei significati, delle relazioni e della cultura della convivialità.
