Collio Evolution, la parola ai protagonisti
Siamo stati a Cormòns per seguire la seconda edizione di Collio Evolution, l’evento istituzionale del Consorzio Tutela Vini Collio. Tre giornate che hanno visto la partecipazione di oltre 500 visitatori e giornalisti della stampa italiana ed estera, con 50 aziende del territorio che hanno portato in degustazione ai banchi d’assaggio oltre 250 vini.
Dopo il focus della prima edizione sul Friulano, il tema di quest’anno è stato “Oltre il vitigno. Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio”. Prima varietà della denominazione, con quasi il 30% della produzione totale, il Pinot Grigio è un vitigno che nel Collio ha trovato una “nuova casa” e si esprime in maniera peculiare grazie ai suoli, ai microclimi e all’interpretazione dei singoli produttori. L’intento del consorzio era mostrare come questa varietà sappia offrire letture diverse, chiare e riconducibili alle singole zone di origine.

Dopo la masterclass di apertura a Gorizia, guidata da Daniele Cernilli e incentrata sull’excursus storico del Pinot Grigio nel Collio, il convegno inaugurale ha ospitato la presentazione della ricerca “Collio Experience – La parola all’HoReCa”, condotta da Nomisma Wine Monitor per il consorzio. Dallo studio emerge una forte presenza nella carte e una chiara riconoscibilità dei vini del Collio presso la ristorazione italiana. Al dibattito, moderato dal vicedirettore di Radio 24 – Il Sole 24 Ore Sebastiano Barisoni, sono intervenuti Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, e Luca Raccaro, presidente del consorzio.
Il giorno successivo, l’evento si è spostato a Cormòns, dove Cristina Mercuri MW ha tenuto un’analisi tecnica sul Pinot Grigio del Collio tra sottozone e scelte di cantina. La degustazione dei Pinot Grigio riservata alla stampa ha offerto diversi spunti di riflessione, tra cui quello sulla doppia anima della vinificazione di questa varietà (nelle versioni bianca e ramata) e sulla sua capacità di evolvere nel tempo mantenendo intatta la propria identità, riscontrata negli assaggi delle vecchie annate.

LUCA RACCARO
Durante l’evento, abbiamo raccolto le impressioni dei protagonisti. Iniziamo con il presidente del Consorzio Collio, Luca Raccaro: “Direi che è andata molto bene. Come l’anno scorso l’organizzazione è stata impegnativa, quindi speriamo che tutto si sia svolto secondo le aspettative del pubblico e degli addetti ai lavori. Siamo riusciti a ottenere il risultato che ci eravamo prefissati: dimostrare ancora una volta che il nostro territorio è capace di esprimersi con vini eccellenti nell’annata corrente, ma anche nelle sue diverse sfaccettature lungo il corso del tempo. Aspetto ancora più importante è che, nonostante l’internazionalità del Pinot Grigio, da noi questo vitigno trova un’impronta unica, legata alle esposizioni, ai suoli e alla loro spiccata mineralità.”
Raccaro si è poi soffermato sui risultati della ricerca: “I dati che abbiamo presentato con la seconda parte della ricerca Nomisma offrono uno spaccato fondamentale sullo stato dell’arte del Collio e rappresentano un punto di partenza per riflettere su come agire in futuro, soprattutto per non perdere quote di mercato. Se poi riuscissimo anche a guadagnarne, facendoci apprezzare anche in quei locali che ancora non hanno i nostri vini in carta, ne saremmo ancora più felici. Il focus principale di tutte le nostre attività rimane quello di rafforzare e valorizzare la nostra posizione sul mercato.”
“Siamo davvero contenti di come sia andata questa seconda edizione. – ha commentato Karin Princic, produttrice con Colle Duga e vicepresidente del consorzio – Rispetto al debutto dello scorso anno abbiamo fatto un bel passo avanti e sono convinta che continueremo a crescere. C’è stata un’ottima affluenza tra privati, stampa e addetti ai lavori Ho.Re.Ca., ma ciò che mi rende più felice è l’alta qualità delle persone presenti: tutti visitatori curiosi e davvero desiderosi di scoprire il nostro lavoro.”

Questa l’opinione di Jannis Paraschos, titolare dell’omonima cantina di San Floriano: “La seconda edizione sta già mostrando risultati eccellenti rispetto allo scorso anno: registriamo un’affluenza in aumento, soprattutto dall’estero, e un interesse sempre più forte per un territorio che ha ancora enormi potenzialità da esprimere. Un suo grande punto di forza è la ricchezza espressiva delle diverse sottozone, di cui il Pinot Grigio rappresenta uno dei vettori principali. La sua versatilità permette infatti di vinificarlo in diversi modi, dando vita a interpretazioni molto differenti tra bianco, ramato e rosso. È una varietà che a mio parere parla con forza del territorio grazie a un’identità gentile, elegante e fine, ben diversa dal carattere più esuberante di altri vitigni presenti nel Collio. Quando si lavora bene in vigna con le giuste rese e si adotta la corretta vinificazione in cantina, il Pinot Grigio riesce a raccontare al meglio la posizione del vigneto, il suo suolo e l’impronta del produttore.”
“La scelta del Pinot Grigio per questa seconda edizione ha perfettamente senso: è la varietà più prodotta nel Collio, oltre ad essere riconosciuta su scala internazionale; se si pensa all’origine, subito dopo la Francia veniamo noi, al punto che quando si parla del nostro territorio si parla inevitabilmente anche di Pinot Grigio. È un vino capace di mettere d’accordo tutti, dai palati più tradizionali fino agli appassionati dei vini macerati, lavorati sulle bucce per ottenere sfumature cromatiche più o meno intense. In questo modo riesce a soddisfare sia le esigenze del pubblico sia la visione espressiva dei produttori. L’evento è andato molto bene e continua a registrare un grande interesse: il Pinot Grigio si conferma una varietà in grado di attrarre e stimolare le persone a scoprire il Collio, il suo terroir e le peculiarità di queste zone.” Ha aggiunto Saša Radikon, quinta generazione dell’iconica azienda di Oslavia.

“Se l’anno scorso ha rappresentato per noi un’anteprima e una novità, quest’anno l’affluenza è stata ancora maggiore, a dimostrazione del crescente interesse verso le varietà del Collio – Queste le parole di Michele Tomba della cantina Bolzicco – Anche chi, come me, non produce Pinot Grigio ma si dedica ai vitigni storici della zona, ha partecipato con entusiasmo all’evento e devo dire che ai banchi d’assaggio abbiamo riscontrato una grande attenzione per tutte le tipologie in degustazione. Mi piace sempre chiedere ai visitatori quale sia l’elemento comune che percepiscono nei nostri vini e quasi tutti riconoscono un tratto distintivo, merito del nostro terreno unico, la ponca, che regala ai vini anche un altro fattore fondamentale: la longevità. È proprio la natura del suolo ad aiutarci a produrre vini capaci di preservare intatta la propria freschezza nel corso del tempo.”
In chiusura, il consuntivo di Lavinia Zamaro, direttrice del consorzio: “Non abbiamo ancora i numeri precisi sull’affluenza ma la percezione è assolutamente positiva: è un bel risultato e siamo molto soddisfatti. Le presenze sono in aumento rispetto alla prima edizione, sia tra i wine lovers che come addetti ai lavori del settore Ho.Re.Ca., che per noi rappresentano l’aspetto più importante. Questo evento nasce per far conoscere il territorio agli appassionati ma soprattutto per creare un’occasione di contatto tra il mondo della ristorazione e i nostri produttori. Rispetto all’anno scorso c’è stato più movimento e molte persone hanno chiesto informazioni in anticipo, segno che Collio Evolution sta diventando un appuntamento fisso.”
Il Consorzio ha già confermato l’appuntamento per le prossime date, in programma il 24 e 25 ottobre 2027, mantenendo ancora il “segreto” su quale sarà il vitigno protagonista della terza edizione di Collio Evolution.
