Dal cinema a luci rosse al vino, storie di nuovi lavori

Fa pensare il fatto che quando un professionista o personaggio famoso decide di cambiar vita per dedicarsi totalmente al vino, si pensi a lui nel suo nuovo ruolo, dimenticando il suo passato. Diventa semplicemente un produttore: è un reset. Non è sempre così.

La riflessione nasce dalla discussione con un amico che, parlandomi di un’azienda di Montalcino, mi ha più volte ricordato che la proprietaria era un ex pornostar, un trascorso inutile da sottolineare pensando all’attuale lavoro. Così, ho dato un’occhiata al legame tra alcuni ex protagonisti del cinema a luci rosse e il mondo  del vino.

Il caso più noto è quello, appunto, di Natalie Oliveros, statunitense con origini italiane che, parallelamente alla sua attività nel cinema a luci rosse, iniziò a lavorare in Toscana con la cantina La Fiorita. Oggi, si legge sul sito della cantina, “Natalie Oliveros è la principale proprietaria de La Fiorita di Montalcino. È a capo di una squadra composta da individui motivati da grande passione e costantemente alla ricerca di migliorare e migliorarsi. Più recentemente, la sua ambizione è stata il lancio di due nuovi vini che portano la sua impronta: un Brunello ottenuto da una selezione parcellare chiamato “Fiore di No” e un rosato fermentato e invecchiato in una vasca di cemento a uovo chiamato Ninfalia.”

Altra storia è quella dell’ex pornoattore Franco Trentalance che, dopo aver prodotto un Sangiovese di Romagna in purezza, a metà degli anni 10, nell’autunno del 2020 ha dato vita con la Spolert Winery di Prepotto (in provincia di Udine) a una propria linea di vini: una Ribolla Gialla ferma e spumante, e uno Schioppettino, chiamati rispettivamente #falloancora, #falloconamore e #falloadesso.

Da non scordare il passaggio nel settore di Rocco Siffredi che, nel 2013, lanciò “Rocco, non solo magnum”, vino rosso abruzzese a base di uve Montepulciano.

Veniamo adesso a Luce Caponegro per la quale, in onore al suo nome d’arte ai tempi dell’hard, è nata la linea Selen Giovese: una Passerina Brut, il Selen White (vino ottenuto da Chardonnay, Pinot Bianco e Bombino Bianco) , e due Sangiovese grosso in purezza, Erotico e Trasgressivo.

Spezziamo con un caso pubblicitario, quello di Emmanuelle Aurélie Munos, meglio conosciuta come Clara Morgane. Si tratta di un ex modella, oggi imprenditrice e musicista, con un passato di appena due anni nel mondo dell’hard. Qualche anno fa, Emmanuelle pubblicizzò in un castigatissimo abito scuro uno champagne francese, facendo salire su tutte le furie il 67enne discendente diretto del fondatore della maison o, meglio, quello che sarebbe stato il proprietario della cantina se la sua famiglia non avesse venduto l’azienda 35 anni prima della pubblicità incriminata. La risposta dell’ex modella? “Questo signore ci doveva pensare un po’, prima di vendere l’etichetta…” Di fatto, la Munos è stata chiamata in causa in tutti i sensi e la questione si è poi spostata nelle aule di un tribunale ma questa è un’altra storia.

Rimaniamo in Francia e chiudiamo questa carrellata con Liza Del Sierra, pseudonimo della bordolese Émilie Delaunay che qualche anno fa, con Château Moncassin. ha dato vita a “Culvée Del Sierra” (no, il nome non è sbagliato) un blend di Merlot e Cabernet Sauvignon in edizione limitata e con una scatola molto particolare. Non sarà limitata a questo vino l’incursione della Delaunay nel settore visto che si parla di altre iniziative nel sud della Francia.

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