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Il ricordo di Enzo Curzi, anima di piazza Vescovio

Due anni fa ci lasciava Enzo Curzi, storico ristoratore romano ma soprattutto un amico di oscarwine. Enzo è stata l’anima di piazza Vescovio, nel quartiere Trieste Salario di Roma, dove, dopo aver gestito per anni il bar di famiglia, aveva prima inaugurato una gelateria – tuttora aperta dopo alcuni cambi di proprietà – e poi, nel 1992, l’Excalibur Scottish Pub, oggi gestito dai figli Giada, Gianluca e Roberto e da sua moglie Rosa.

Il freddo elenco delle attività commerciali aperte non può descrivere la grande umanità e professionalità di Enzo. Lo conoscevano tutti in quartiere – qualcuno scherzosamente lo chiamava il “potentissimo” – da e con lui sono cresciute quattro generazioni: i più grandi, quando era “ragazzo di bottega”, i suoi coetanei, la generazione successiva e quella dei figli dei clienti più giovani che sono passati dalle serate con gli amici al pub a quelle con le famiglie.

Impossibile dimenticare la sua cicoria ripassata, il suo cavallo di battaglia, e la carne arrosto, sempre cucinata alla perfezione, senza nulla togliere alla miriade di piatti che ogni giorno inventava per variare il menù a pranzo. Capitava, poi, che a volte uscisse dalla cucina a sorpresa per dare agli amici degli assaggi di qualche piatto particolare che stava preparando.

Da Enzo, ci riunimmo tante volte per parlare di oscarwine, discutendo di progetti, cantine, vini ed eventi. Con lui degustammo tanti vini, organizzammo qualche evento, e in alcune occasioni non passarono inascoltati i suoi discreti e preziosi consigli. Il sommelier in casa Curzi è sempre stato Roberto; Enzo però, dall’alto della sua esperienza, sapeva cosa funzionava sul mercato e si rendeva subito conto quali vini potessero andare e quali no.

Ha lasciato un vuoto incolmabile, per questo riempiamo i calici e brindiamo alla sua salute.