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Monte delle Vigne, cinque etichette in degustazione

Ritorniamo dopo qualche mese nella DOC Colli di Parma, questa volta per degustare cinque vini di Monte delle Vigne, l’azienda guidata da Paolo Pizzarotti con la collaborazione di Lorenzo Numanti e Andrea Bonini.

Partiamo dai bianchi, due versioni del vitigno più iconico di questa zona dell’Emilia. Il Colli di Parma Malvasia 2020 è ottenuto da uve malvasia di Candia in purezza allevate su terreni calcareo-argillosi e raccolte manualmente con accurata selezione dei grappoli. Entra nel calice con un velato colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli. Il bouquet è intenso e vivace con profumi di biancospino, mela e albicocca in primo piano, arricchiti da sfumature di mandarino e mandorla fresca. Il corpo presenta un pregevole equilibrio tra morbidezza e sapidità, snodandosi asciutto e agile tra note floreali e agrumate.

Emilia Bianco Callas è la versione più “nobile” del bianco di casa Monte delle Vigne. Realizzato con le migliori uve di malvasia di Candia vinificate in purezza e poi affinate per sei mesi in acciaio per preservarne l’esuberanza aromatica, esibisce un delicato colore giallo paglierino con sottili riflessi verdognoli e un intrigante bouquet che si apre con nitidi sentori floreali di loto e biancospino per poi evolvere su note di albicocca matura, menta e scorza d’arancio. Morbido ed equilibrato, avvolge il palato con intensi sapori di frutta gialla, tonificati da una vivace vena sapida e da sottili sfumature minerali.

Sono tre i vini rossi in degustazione. Iniziamo con il Colli di Parma Cabernet Franc 2018, la più recente etichetta della gamma dei prodotti varietali, nonchè primo vino fermo biologico prodotto nel parmense, che esprime con pulizia e nitidezza le classiche caratteristiche speziate del vitigno francese. Sul profondo e impenetrabile colore rubino scuro si schiudono eleganti sentori di mirtillo, liquirizia e pepe nero. Quest’ultimo marca indelebilmente anche l’assaggio energico e ammaliante dove la frutta rossa traccia una linea gustativa netta e progressiva che trova degno approdo nella balsamica nuance torbata conclusiva.

I similari suoli calcareo-argillosi esposti a sud-ovest si prestano perfettamente alla coltivazione della varietà barbera che, vinificata in purezza e affinata dodici mesi in acciaio, origina il Colli di Parma Barbera 2019, un vino fresco e generoso dalla marcata tipicità territoriale. Sul vestito rosso rubino con riflessi violacei prorompono aromi di mora, ribes nero e susina che ritroviamo nel sorso secco ma avvolgente, con un persistente finale in cui si affacciano anche sfumature di cacao e sottobosco.

Chiudiamo con il vino forse più conosciuto della cantina parmense: Emilia Rosso Nabucco. Il rodato blend di merlot e barbera, con quest’ultima prevalente nella percentuale del 70%, ci consegna un rosso iconico capace di coniugare profondità strutturale e raffinata eleganza. Sul vestito rosso rubino dai bagliori purpurei si schiudono ampi profumi di ciliegia, china e sottobosco che ritroviamo nel sorso morbido e setoso, in cui l’uva bordolese addolcisce la fruttata generosità di quella piemontese. Nel lungo e armonico finale si fanno largo anche balsamiche nuances di liquirizia che aggiungono freschezza e sensualità al retrogusto.