The Wine Revolution, vini naturali a Sestri Levante

Gli amanti del vino naturale sono pronti per The Wine Revolution, manifestazione giunta alla quinta edizione che ogni anno riunisce le realtà italiane più significative del settore. Domenica 13 e lunedì 14, nella cornice dell’ex convento dell’Annunziata, a Sestri Levante – diventata una sorta di capitale del vino naturale – sarà possibile degustare i vini di 80 realtà provenienti da tutta Italia.

Abbiamo incontrato Nicoletta Zattone, organizzatrice della manifestazione assieme a Paolo Cogorno, per farci raccontare quella che per alcuni è una moda, per altri una filosofia di vita.

NICOLETTA ZATTONE

Nicoletta, perché avete scelto di puntare esclusivamente sui vini naturali?
Paolo Cogorno, che organizza con me The Wine Revolution, lavora da sempre nel settore del vino naturale. È una direzione che ha preso da una ventina di anni alla quale mi sono avvicinata anche io in tempi più recenti. Dopo aver frequentato un corso di sommelier dell’AIS, ho scoperto i vini naturali e ho incontrato molte persone che mi hanno coinvolta, “convincendomi” a seguire questa filosofia, fatta di riduzione dell’impatto ambientale, di produttori che lavorano in assenza di chimica e che ripristinano e tutelano territori spesso molto fragili, come quelli che abbiamo noi in Liguria. Quindi le mie convinzioni personali si sono specchiate in questo mondo.

Pensando alle Cinque Terre, la mente va alle aree da tutelare. Perché avete scelto la Liguria come sede dell’evento?
Potrei dire “giochiamo in casa” ma non è solo questo. Siamo liguri e la scelta, inizialmente, è nata per semplicità, comodità. Sestri Levante ci garantisce una splendida location, mentre a livello regionale vantiamo un gran numero di produttori naturali. Sede prestigiosa, cantinieri locali, grande fermento in tutta l’area attorno a questo mondo, uniti al coinvolgimento degli operatori di settore e degli utenti finali in Liguria sono alla base di questa decisione.

Nel tempo come è cresciuta The Wine Revolution?
Siamo alla quinta edizione. Abbiamo iniziato nel 2017 ma, come accaduto a tutti, la pandemia ci ha fermati nel 2020. Siamo passati da 48 a 80 aziende, un dato numerico che potrebbe sembrare poco importante ma che dietro ha una forte valenza.”

Ossia?
Facciamo una selezione molto accurata delle cantine, non accettiamo tutte le richieste di partecipazione che ci arrivano. Innanzitutto, siamo interessati a piccole realtà di qualità, poi cerchiamo di rappresentare tutto il territorio nazionale. I produttori del nord Italia sono favoriti dalla vicinanza ma abbiamo tante cantine che vengono da Sicilia, Sardegna, Abruzzo, a dimostrazione di un grande fermento in tutto lo stivale. Inoltre, chiediamo che al banco ci siano i produttori, non i loro commerciali o sommelier mandati allo sbaraglio. Vogliamo che chi fa il vino e i consumatori entrino in contatto, questi vini vanno raccontati, spiegati: per noi è fondamentale ed è una condizione inderogabile per partecipare a The Wine Revolution.

Abbiamo parlato di vini naturali. Saranno presenti solo quelli?
Ci saranno prodotti biologici, biodinamici e vegani. Inoltre, abbiamo approntato una sezione ad hoc per i “garagisti” che da due anni hanno una zona tutta loro. Sono persone che non producono vino per motivi commerciali ma per consumo familiare o per gli amici: è una scelta di condivisione. The Wine Revolution è un momento di incontro per queste persone che hanno l’occasione di conoscersi e scambiarsi consigli.”

Cosa ne pensi delle critiche mosse ai vini naturali?
Ci sono vini naturali e vini naturali. Questo accade un po’ per tutti i prodotti comunque. Riguardo i giudizi, credo che la gente abbia perso il senso di un prodotto naturale, non è abituata, a volte mancano i punti di riferimento per comprenderlo. Questi vini non sono standardizzati, sono molto diversi fra loro e l’assenza della chimica toglie delle caratteristiche, amate da chi beve prodotti canonici ma che nascondono la vera natura del vitigno. Un consumatore con i vini naturali riscopre sapori e odori territoriali: cerchiamo personalità, non perfezione.

Che idea vi state facendo della crescita di questo mercato?
“È importante e i vini naturali italiani hanno anche un buon export, sono ricercati in tutto il mondo. Siamo orgogliosi che ogni anno aumentino gli operatori stranieri che vengono a Sestri Levante per conoscere questi prodotti. È un trend in crescita e il covid non lo ha fermato”