val di cembra

La viticoltura eroica in Val di Cembra

A una ventina di chilometri a nord-est di Trento, fuori dai consueti percorsi turistici della regione, si apre un vasto anfiteatro naturale, un mosaico verticale dove l’intervento umano ha sapientemente modellato il versante montano per renderlo coltivabile. Così si presenta ai visitatori la Val di Cembra, incisa nel corso dei millenni dal torrente Avisio e oggi dominata da una fitta rete di gradoni, un’architettura rurale che scende vertiginosamente verso il fondovalle.

Il paesaggio circostante è il risultato di un’opera monumentale, nella quale la coltivazione della vite non è più una semplice pratica agricola ma diventa una sfida incessante contro la gravità e la severità del terreno. L’appellativo di “viticoltura eroica” associato alla Val di Cembra celebra la tenacia dei suoi abitanti, la bellezza dei terrazzamenti e, non da ultima, la qualità dei vini, la cui identità rispecchia perfettamente il terroir nel quale nascono.

I veri protagonisti di questa scenografia sono i muretti a secco. Ad oggi sono 708 i chilometri di queste strutture, edificate con le pietre porfiriche locali. La loro funzione va ben oltre la banale suddivisione: sono elementi fondamentali che creano un microclima stabile, regolano la temperatura, contrastano l’erosione e trattengono il prezioso strato di terra e sostanza organica indispensabile alla vite. Il valore culturale dei muretti a secco è stato sancito nel 2018 dal titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

val di cembra

In questo contesto ambientale estremo ogni operazione – dalla potatura alla vendemmia – viene eseguita esclusivamente a mano, con un dispendio di energie, tempo e costi di produzione significativamente superiori rispetto alla viticoltura di pianura: si stima che un vigneto eroico in Val di Cembra richieda un monte ore lavorative che può arrivare anche a 1.000 per ettaro all’anno, più del triplo di quelle necessarie in un vigneto di pianura. I tre criteri secondo i quali il CERVIM – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna – definisce la viticoltura eroica (terrazzamenti, pendenza e altitudine) sono ampiamente soddisfatti dalla quasi totalità del territorio vitato della Valle di Cembra, dove la pendenza superiore al 30% riguarda l’85% dei vigneti, la quota altimetrica superiore ai 500 metri il 71% di essi e la viticoltura su terrazzamenti e gradoni il 45%.

Il sottosuolo cembrano è caratterizzato da una matrice geologica di origine vulcanica: il porfido quarzifero. Questa roccia ignea, formatasi nel Paleozoico, conferisce ai suoli il caratteristico colore rosso mattone e proprietà distintive. I terreni che ne derivano sono franco-sabbiosi, sciolti, ricchi di minerali e dall’eccellente drenaggio. Il porfido è l’elemento chiave per la sapidità e la mineralità che contraddistinguono i vini della Val di Cembra, perché dona eleganza e finezza, agendo come filtro naturale e accumulatore di calore. Anche l’altitudine riveste un ruolo cruciale nella definizione del profilo aromatico delle uve, garantendo una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, in particolare durante il periodo estivo. I vigneti sono prevalentemente rivolti a Sud-Est, beneficiando quindi di un’esposizione ottimale al sole. Il risultato è un microclima che consente di ottenere uve dotate di grande freschezza e verticalità.

La viticoltura in Val di Cembra è focalizzata prevalentemente sulla produzione di vini bianchi e spumanti metodo classico, che traducono nel bicchiere la mineralità e l’eleganza del territorio. Cuore alpino e più estremo della denominazione Trentodoc, qui i vigneti di Chardonnay e Pinot Nero si arrampicano sui ripidissimi pendii, arrivando ad altitudini anche superiori agli 800 metri. L’elevata acidità delle uve consente agli spumanti cembrani di distinguersi per l’estrema freschezza e la predisposizione ai lunghi invecchiamenti.

val di cembra

Il vitigno simbolo della valle è però il Müller Thurgau, celebrato proprio a Cembra dallo storico evento giunto quest’anno alla 38ª edizione, che trova qui il suo habitat naturale, esprimendo caratteristiche qualitative che si discostano dalle produzioni di altre regioni. Espressione di eleganza, freschezza e marcata mineralità, il Müller cembrano è austero e raffinato, al naso si presenta intenso, con spiccate note floreali, agrumate, di erbe aromatiche e un chiaro sentore di pietra focaia. Al palato è teso e verticale, con una freschezza vibrante e una sapidità che ne esalta l’armonia.

La Schiava racchiude l’anima più schietta, antica e genuina di questa terra. Per anni è stata la “signora silenziosa” della valle, vitigno autoctono per eccellenza: ha plasmato il paesaggio, legandosi in modo indissolubile alla pergola trentina, il sistema di allevamento che domina i terrazzamenti di Cembra. Coltivato su queste pendenze, il vitigno assorbe come una spugna la mineralità del porfido vulcanico. L’altitudine e l’aria di montagna fanno il resto: l’uva matura lentamente, conservando freschezza e acidità. Il risultato è un vino moderno, in linea con le tendenze di un mercato che richiede rossi sempre meno impegnativi. Di colore rosso rubino molto leggero, quasi un rosato carico, al naso la Schiava rivela note di ciliegia fresca, fragolina di bosco. Sempre gentile, mai invadente, è in bocca dove il terroir la fa da padrone: incredibilmente fresco e sapido, poco tannico e con gradazione alcolica limitata, è il compagno perfetto per un brindisi in montagna, anche d’estate.

Oggi, il Müller Thurgau e la Schiava incarnano il simbolo di un orgoglio ritrovato, dell’impegno dei produttori nella valorizzazione di un territorio considerato a torto da molti di “Serie B” nel panorama vitivinicolo italiano. Accanto alle cantine storiche, sta crescendo un movimento di piccoli produttori indipendenti, spesso molto giovani, che credono fermamente nel valore identitario e qualitativo di questa viticoltura eroica.

val di cembra

Uno dei simboli più rappresentativi di questa rinascita del territorio è Cembrani DOC, piccolo consorzio che riunisce un gruppo selezionato di aziende familiari. Nato nel 2012, il progetto ha la missione di promuovere la Val di Cembra come Paesaggio Rurale Storico d’Italia, valorizzando i vignaioli che con passione, mutualità e dedizione, continuano a coltivare in condizioni estreme. Per dare corpo a questa unione, il consorzio ha creato una linea di prodotti a marchio Cembrani DOC denominata “708 km”, per ricordare lo sviluppo totale dei muretti a secco della valle. Questa linea è un vero e proprio blend collaborativo: le aziende consorziate selezionano le migliori uve da zone specifiche e le conferiscono al consorzio per la creazione di un’etichetta comune, espressione corale del territorio.

Sono tanti in Val di Cembra gli esempi di come la piccola imprenditoria in un territorio difficile possa superare le sfide logistiche e di mercato attraverso la collaborazione e la valorizzazione di una storia comune, trasformando la complessità del lavoro dei vignaioli in un marchio di qualità e identità. La promozione dell’enoturismo, altro veicolo fondamentale per far conoscere la produzione vitivinicola (e, da non dimenticare, anche di eccellenti distillati) della zona, negli ultimi tempi ha avuto una forte spinta anche grazie al lavoro di enti come l’Associazione Turistica Val di Cembra e l’ApT Fiemme e Cembra, che stanno sempre più facendo “sistema” con i gruppi di produttori della valle.

La Val di Cembra ha saputo convertire un limite oggettivo – la ripidità del suo territorio – in un elemento di forza unico. Visitare questa valle significa percorrere una delle vie del vino più affascinanti d’Italia, dove ogni filare è un racconto di sacrifici, passione e di un legame indissolubile tra l’uomo e la sua montagna.

Le Càneve

val di cembra

Il cuore pulsante, il vero segreto di questa terra difficile, si nasconde nel sottosuolo: nelle Càneve. Sinonimo di cantina, càneva, in dialetto trentino, è una parola che sa di terra, di lavoro e di storia. Sono locali sotterranei, spesso decorati da importanti avvolti in pietra, costruiti nel centro dei paesi o appena sotto le case contadine. La loro funzione è cruciale: sfruttare il terreno e, in particolare, la composizione rocciosa della valle per creare un ambiente con temperatura e umidità costanti tutto l’anno. Non servivano frigoriferi o condizionatori: le càneve fornivano un clima naturalmente fresco in estate e tiepido in inverno, perfetto per la conservazione.

Un tempo, la càneva non era solo un magazzino, ma un luogo di ritrovo. Era qui che, dopo la vendemmia o la macellazione, la comunità si riuniva per assaggiare il prodotto dell’anno, tra un bicchiere di Schiava e una fetta di salame. Erano l’espressione più intima e sincera della vita contadina. Oggi, grazie agli eventi che aprono queste stanze segrete al pubblico e alle cantine che continuano a sfruttarle per le degustazioni, è possibile rivivere quell’atmosfera magica: visitare una càneva in Val di Cembra non è solo bere un vino; è entrare nella storia di una famiglia e di un territorio.

Gli eventi del vino in Val di Cembra

val di cembra

Müller Thurgau: Vino di Montagna
È la manifestazione più importante dedicata al vitigno aromatico simbolo della viticoltura d’alta quota. Include degustazioni libere e guidate, convegni, serate a tema e il Concorso Internazionale per premiare le migliori etichette.

Dolo-Vini-Miti – Il Festival dei Vini Verticali
Un festival incentrato sulla viticoltura eroica. Offre masterclass, convegni, cene, spettacoli e il Wine Trekking Gourmet, un pranzo a tappe itinerante attraverso i vigneti, con piatti preparati da chef locali e abbinamenti con i vini della valle.

Càneve en Festa
Appuntamento tra i più sentiti e suggestivi della valle, è una vera e propria cena itinerante tra le antiche strutture eccezionalmente aperte al pubblico, che celebra il vino, la gastronomia e l’architettura storica del paese di Cembra Lisignago.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 3 della freepress oscarwine.
Le versioni online del magazine sono disponibili a questo link.

Photo credits: Stefania Casagranda – Luca Dalvit – Mattia Rizzi – Paolo Piffer

Visited 9 times, 9 visit(s) today