vini alto adige

Nuovi passi verso una viticoltura sostenibile in Alto Adige

Con l’Agenda 2030 il Consorzio Vini Alto Adige, l’ente di riferimento del settore vitivinicolo altoatesino, non solo ha elaborato esaurienti linee guida per una maggiore sostenibilità lungo l’intera catena produttiva – dalla vigna al bicchiere – ma ha anche compiuto passi concreti. Tra i più importanti figura un progetto pilota iniziato nel 2022 con circa 100 aziende: la certificazione secondo il “Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata” (SQNPI).

L’evoluzione del numero di aziende partecipanti dimostra che è stata intrapresa la strada giusta: dalle 100 aziende del 2022, oggi si è giunti a 2.897 con una superficie vitata di 3.913 ettari. Questo significa che, per circa il 67 per cento – ossia oltre due terzi – della superficie vitata dell’Alto Adige, gli sforzi a favore della sostenibilità sono un dato di fatto certificato ufficialmente.

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“Siamo convinti che l’importanza del SQNPI sia in costante crescita, come strumento per promuovere una produzione di vini sostenibile, orientata alla qualità e al futuro in tutto l’Alto Adige. E il numero di partecipanti, in rapida crescita, dimostra che questa convinzione è condivisa anche dalle nostre aziende”, spiega Michael Wild, rappresentante del consorzio.

Il SQNPI è un sistema di qualità creato e ufficialmente riconosciuto dal Ministero per l’Agricoltura che comprende tutti i metodi produttivi e le misure volte alla tutela della viticoltura e che, in Alto Adige, si basa su linee guida proprie, approvate dalla Provincia. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale riducendo al minimo l’utilizzo di prodotti fitosanitari chimici-sintetici. Allo stesso tempo si intende garantire una fertilizzazione efficace e adeguata alle singole esigenze e adottare misure ecologiche specifiche. Ne risulta un sistema che unisce responsabilità ecologica ed economicità sostenibile.

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I pilastri fondamentali del rigoroso sistema di verifica sono i controlli regolari nelle aziende e il monitoraggio digitale completo del quaderno di campagna. L’attività di controllo, però, non si limita all’aspetto burocratico. Anche le uve prodotte sono sottoposte ad approfondite analisi per verificare obiettivamente l’utilizzo effettivo dei prodotti fitosanitari e il rispetto degli standard stabiliti. È anche grazie a questo rigoroso sistema di verifiche che il SQNPI gode di un’elevata credibilità. Dietro queste cinque lettere si cela un’opportunità strategica per l’intero settore e per l’Alto Adige.

“Il sistema è stato elaborato da una squadra di esperti, composta da ricercatori e operatori del settore, per adeguarlo alle condizioni di coltivazione specifiche dell’Alto Adige e definito in un apposito documento. Questo è stato presentato dal Consorzio Vini Alto Adige e reso vincolante da un Decreto Provinciale. Come Consorzio siamo giuridicamente responsabili del processo e abbiamo creato i presupposti necessari per la partecipazione al programma di certificazione. Inoltre, in collaborazione con i comitati tecnici del settore, ogni anno determiniamo a nuovo l’”Agenda 2030 del Consorzio Vini Alto Adige”, che rappresenta un vademecum pratico e ne facilita la realizzazione”, conclude Wild.

Photo credits: Manuel Ferrigato – Benjamin Pfitscher

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