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Fenomeno caporalato: è emergenza vino?

L’onorevole Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione agricoltura della Camera, ci offre un punto di vista politico e tecnico sul caporalato nella filiera vitivinicola, indicando i mezzi per contrastarlo.

marco cerreto

MARCO CERRETO

Qual è la situazione del caporalato oggi in Italia?
“Il caporalato rappresenta ancora un fenomeno diffuso e complesso, che interessa diversi settori lavorativi. Abbiamo forme illegali di intermediazione e sfruttamento della manodopera, che colpiscono in particolare categorie vulnerabili o poco istruite. Il problema è legato anche a violazioni su orari, salari, contributi previdenziali, ferie, salute e sicurezza, con gravi conseguenze sui diritti dei lavoratori. I dati mostrano che gli stranieri costituiscono oltre il 10% degli occupati, e che spesso sono spinti verso impieghi meno qualificati, mal retribuiti e caratterizzati da elevata irregolarità. L’agricoltura è uno dei settori maggiormente colpiti insieme a edilizia e lavoro domestico: si registrano alti tassi di lavoro nero o ‘grigio’, con un indicatore che raggiunge il 23,2%. Dico ‘grigio’ perché è frequente, ad esempio, la sottodichiarazione delle giornate lavorative, che priva i lavoratori delle tutele legate a disoccupazione, malattia, infortuni e maternità, stessa cosa per gli orari.”

Lei viene dal MIPAAF. Rispetto a quando lavorava al ministero la situazione è peggiorata o migliorata?
“La situazione è migliorata in quanto, grazie alla stabilità del Governo, si riesce a gestire tutto il processo legislativo e quindi quello amministrativo con costanza e continuità, senza improvvisi cambi di direzione o governance. Per non parlare delle questioni che nascono in seno alla UE, dove riusciamo finalmente a far prevalere non tanto il nostro punto di vista, quanto l’interesse nazionale. L’Italia, per fare un esempio concreto, legato alle attività del dicastero, quest’anno celebrerà probabilmente un’ottima vendemmia sia per qualità che per quantità, con una produzione di 47,4 milioni di ettolitri di vino (+8% rispetto all’anno precedente). A trainare la crescita sono le regioni del Sud, con incrementi significativi soprattutto in Basilicata (+40%), Molise (+25%), Sicilia (+20%) e altre. In Campania la vendemmia è iniziata in anticipo grazie al clima favorevole. Ci confermiamo così primo produttore mondiale di vino, secondo per valore (dopo la Francia) e terzo per consumi.”

Il caporalato sembra un fenomeno estivo, notizia dei tg al pari di quanta acqua bere al giorno, consumo di frutta e uscire nelle ore fresche oltre alle raccomandazioni per gli anziani. La verità è che questa situazione vive tutto l’anno.
“Il mondo del lavoro agricolo richiede manodopera costante, non conosce stagionalità al netto dei picchi produttivi estivi, chiaramente. Quando si parla di caporalato nel settore si pensa solo alla fase della raccolta ma gli agricoltori ben sanno che così non è. Penso ai periodi di lavorazione del terreno, di potatura, piantumazione, fertilizzazione e così via. stessa cosa per il mondo dell’allevamento. Questo lavoro non conosce stagioni, festività, sabati o domeniche; è proprio qui che si insinua il dramma del caporalato e dello sfruttamento. Ciò che dobbiamo fare è semplice: ribellarci a chi sfrutta. Non consentire abusi, coinvolgere le parti sociali, denunciare chi promuove questo abominio. Il lavoro è una questione di civiltà ed è sacro, non siamo secondi a nessuno in questo.”

caporalato

Nel mondo del vino cosa sta succedendo?
“Oggi convivono due realtà: da un lato l’eccellenza produttiva e il successo internazionale del Made in Italy; dall’altro lato, criticità strutturali che riguardano soprattutto il lavoro e che hanno riportato al centro dell’attenzione il tema del caporalato anche al Nord. Complice la pandemia, la crisi energetica e l’aumento dei costi, molte aziende hanno fatto maggiore ricorso a manodopera extrafamiliare, in gran parte straniera (oltre il 60% dei contratti attivati in Piemonte, ad esempio), spesso con accordi precari o stagionali. La condizione di vulnerabilità di questi lavoratori li rende facili prede di sfruttamento da parte di capisquadra senza scrupoli o cooperative che operano come intermediarie. Il caporalato nel vino, dunque, non è un fenomeno circoscritto al meridione ma interessa anche il nord Italia, dove assume talvolta forme più ambigue, come contratti part-time fittizi o l’uso di partite IVA come maschere per rapporti di lavoro subordinato. Le ispezioni confermano la portata del fenomeno: nel 2023 il 59% dei controlli in agricoltura ha fatto emergere irregolarità e al Nord si registra oggi oltre un quarto dei procedimenti giudiziari sullo sfruttamento lavorativo. Purtroppo, non esiste in questo mondo una questione meridionale o settentrionale: è un tema nazionale che stiamo affrontando con la massima serietà.”

Il fenomeno riguarda maggiormente gli italiani o gli extracomunitari senza permesso di soggiorno?
“Nella morsa del caporalato può cadere chiunque, indistintamente. Certo è che conoscere i propri diritti può fare la differenza. È sicuramente più facile approfittarsi di un extracomunitario appena arrivato in Italia, magari abituato a condizioni di lavoro per noi assurde o a remunerazioni da fame o, peggio, a trattamenti bestiali. Quello che serve è un grande lavoro a contrasto dell’immigrazione illegale, regolamentare quella legale e, soprattutto, dare gli strumenti culturali a queste persone che si affacciano per la prima volta in Italia.”

caporalatoChi vuole denunciare è protetto dalla legge? Le pene sono sufficientemente severe?
“Penso che oggi denunciare fenomeni di caporalato sia un dovere civico, etico e morale. Gli strumenti a disposizione sono molteplici, da quelli tradizionali come l’esposto, la querela e la denuncia, alla segnalazione attraverso il numero verde Antitratta 800290290. Le pene sono giustamente severe, se si pensa alla disciplina del 603 bis che prevede la reclusione fino a otto anni e la multa fino a duemila euro per ogni lavoratore soggetto a tratta; poi le conseguenze introdotte da questo governo possono attivare la condizionalità sociale, che in caso di caporalato inibisce l’azienda dall’essere destinataria di contributi comunitari fino al commissariamento e alla confisca della stessa.”

Se un illegale denunciasse, verrebbe fermato. Ci sono tutele in questi casi per chi punta il dito contro gli sfruttatori?
“Nel nostro ordinamento sono previste delle misure di assistenza e protezione per le vittime di caporalato, penso ad esempio al fondo per le vittime della tratta finanziato anche per il 2025 con dei bandi pubblicati per una serie di attività di protezione ed assistenza. Il lavoratore non in regola non viene fermato e può attivare la richiesta di un permesso di soggiorno per ‘motivi di protezione speciale’ della durata di sei mesi, rinnovabile per un ulteriore anno ed anche oltre per motivi di giustizia: sono i cosiddetti casi speciali.”

Come Governo cosa state facendo?
“Il Governo, attraverso il coordinamento tra i dicasteri del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Interno, ha rafforzato il quadro normativo, incrementato i controlli, investito in tecnologie per rendere più efficaci le misure e potenziato la tutela dei lavoratori, anche con l’assunzione di nuovo personale ispettivo. Sono stati introdotti strumenti innovativi come la condizionalità sociale della PAC e i decreti triennali per l’immigrazione regolare, superando la logica dei vecchi decreti flussi. Crescono inoltre le adesioni alla Rete del lavoro agricolo di qualità, passate da 5.300 a 9.300 in due anni, segnale di una maggiore diffusione di pratiche regolari. Tutte le parti sociali hanno riconosciuto un’inversione di tendenza: più controlli mirati, maggiore repressione delle irregolarità e un impegno condiviso per salvaguardare la vita umana e valorizzare il lavoro regolare. Pur restando ancora strada da fare, il caporalato viene oggi contrastato con strumenti più strutturati ed efficaci rispetto al passato.”

Lei in particolare ha portato contributi, vista la sua esperienza di tecnico, in Commissione agricoltura?
“La mia attenzione e il mio lavoro in Commissione, in qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia, sono guidate dalla volontà di tutelare il mondo dell’agricoltura e quello dell’agroalimentare italiano, che ritengo essere un patrimonio unico. È per questo che mi sono impegnato in materia di illeciti agroalimentari, troppo frequenti e che danneggiano il mercato. Ho dato attenzione al mondo dei pizzaioli, riconoscendo la loro qualifica professionale in un registro apposito. Ho lavorato alla legge quadro sulla raccolta dei tartufi in Italia, altro vuoto normativo da colmare. Ho tutelato la filiera agricola e degli allevatori, penso al settore bufalino nel suo complesso. Mi sono occupato di salvaguardare i capi bovini e di debellare la brucellosi, di sicurezza sul lavoro, di valorizzazione dei centri di ricerca e di tanto altro ancora.”

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Quali sono i suoi progetti imminenti nel settore agricolo?
“Tantissimi. Sono al lavoro tutti i giorni per il bene del settore a 360 gradi, un mondo complesso, articolato e, soprattutto, fondamentale. Agricoltura, foreste, acquacultura, allevamento, agroalimentare: sono tutti tasselli di un mosaico culturale italiano fra i più riconosciuti a livello globale del quale dobbiamo essere orgogliosi. Continuerò a tutelarlo con tutto me stesso e soprattutto ad ascoltare le istanze di territori e associazioni, sentinelle senza le quali non potremmo – banalmente – mangiare. Gli agricoltori sono i veri custodi del territorio, è giusto combattere per essi e per il bene dell’Italia.”

Un sogno di Marco Cerreto per il mondo del vino.
“Sogno un mondo che valorizzi le identità territoriali, in cui ogni vigneto sia unico, inconfondibile. Mi piacerebbe dare risalto ancor di più ai nostri prodotti in patria e all’estero, stare al fianco dei viticoltori e delle cantine sia nei momenti di gioia che nelle stagioni più sfortunate. Vorrei un settore privo di caporalato, gestito da nuclei familiari e dove i nonni facciano appassionare i nipoti a tutte le fasi della filiera, dalla potatura delle viti fino all’arte della pulizia e manutenzione delle botti; tutti passaggi necessari per godere di un buon bicchiere di vino. Sogno un mondo che sappia coniugare modernità e tradizione, che risponda alle esigenze del mercato senza snaturarsi.”

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