FIVI, numeri in crescita e progetti in Italia ed Europa

È passato qualche giorno dall’Assemblea ordinaria degli Associati FIVI, convocata per l’approvazione del Rendiconto Finanziario 2023, del Bilancio Previsionale 2024 e per la surroga di tre componenti del Consiglio Direttivo. Un momento istituzionale che, secondo discutibili voci di corridoio, si sarebbe dovuto trasformare – non si capisce il motivo – nell’addio del presidente Lorenzo Cesconi e in uno stravolgimento a livello di consiglio.

LORENZO CESCONI

Il Nostradamus enologico di turno e i cavalieri dell’apocalisse hanno battuto in ritirata con sottofondo di molto rumore per nulla. Ma veniamo alle notizie, quelle vere.

Lorenzo Cesconi è saldamente alla guida della Federazione che, nell’approvazione del rendiconto finanziario, oltre ad evidenziare la propria solidità economica e patrimoniale, ha registrato una crescita degli iscritti, arrivati nel 2023 a quota 1.700, un 10% in più rispetto all’anno precedente.

Fivi – spiega il presidente Cesconi – è un’associazione complessa, in crescita, che copre tutto il territorio nazionale. Per queste ragioni, è necessario assumere dei modelli organizzativi che le permettano di operare al meglio; da una parte abbiamo concetti etici e dall’altra questi: l’assemblea è un momento di confronto che serve a creare un modello di sviluppo idoneo.”

PIETRO MONTI

Nessuna polemica o sassolino, dunque, ma sano confronto sul futuro, come conferma il consigliere Pietro Monti dell’Azienda Agricola Roccasanta: “L’Assemblea ha dato piena fiducia al consiglio e al presidente Cesconi per continuare il loro lavoro. Nell’ultimo periodo ci sono state quattro dimissioni, persone con le quali c’è stima reciproca: la Fivi sta crescendo e le visioni differenti sono una normale conseguenza e anche un bene per avere diversi punti di vista. Attualmente ci stiamo concentrando molto su quelle dinamiche che continuano a modificare il nostro mondo, dall’agricoltura ai cambiamenti climatici, passando per gli attacchi all’alcol; è fondamentale e strategico prendere decisioni a lungo termine per agevolare il nostro lavoro e tutelarlo, per esempio, da eventi estremi. Il Senato ha recentemente approvato un importante decreto-legge sul vignaiolo custode del territorio. Io vivo e lavoro in Piemonte in un’area con i muretti a secco: qui si fa un lavoro per mantenere il panorama inalterato e preservarlo dai rischi idrogeologici. L’importante è lavorare in anticipo per prevenire.”

RITA BABINI

In assemblea – ha sottolineato Rita Babini, segretario nazionale FIVI e produttrice in Romagna con l’azienda Ancarani –  abbiamo presentato il bilancio del 2023 e quello previsionale del 2024, entrambi approvati all’unanimità da 400 soci che hanno partecipato online e in presenza. I numeri non mentono e hanno raccontato quanto fatto dalla Federazione. C’è stato un consolidamento dell’immagine del vignaiolo indipendente presso le istituzioni e noi stiamo dialogando anche con la scuola, gli istituti professionali e le università, dove raccontiamo e spieghiamo cosa fa FIVI a chi entra nel mondo dell’agricoltura e della viticultura: è il posto ideale per seminare queste idee. E poi vogliamo rafforzare il progetto delle borse di studio. Confermato l’impegno a fianco di scuole e università, con la borsa di studio dedicata a Leonildo Pieropan offerta all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con il sostegno agli studenti meritevoli dell’Istituto Tecnico Agrario Vittorio Emanuele II di Catanzaro.

Del segretario ci è piaciuta molto la frase: “Le nostre non sono battaglie perché non è una guerra: il nostro è lavoro serio, progetti, istanze.”

Gli argomenti dunque sono tanti e oltre che in Italia vengono declinati in Europa, ha aggiunto il presidente Cesconi: “Fivi agisce a livello continentale, ha un dialogo con il mondo degli europarlamentari. Matilde Poggi, la nostra ex presidentessa, è da tempo alla guida della CEVI, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, che riunisce e rappresenta i Vignaioli indipendenti europei, facendosi portavoce davanti alle istituzioni comunitarie delle istanze delle federazioni che ne fanno parte. Esiste un dialogo “diretto” e uno indiretto: a Bruxelles abbiamo un nostro responsabile e un ufficio. I temi? Tanti, dal green deal alle tecniche di evoluzione assistita.

Fra i progetti FIVI, c’è anche l’inclusività. Il consigliere Monti è cieco (non ama il termine non vedente) e sta cercando di sviluppare attività per chi non vede: “Con il consiglio stiamo valutando la possibilità di produrre in versione audiolibro la nostra “Breve storia che ogni bambino può leggere a un vignaiolo indipendente e viceversa. Abbecedario per vignaioli e aspiranti tali”. La figura di un cieco all’interno del consiglio di amministrazione è un fatto importante di per sé perché aiuta nella conoscenza di determinate problematiche e garantisce maggior consapevolezza delle stesse. Un cieco può stare in un Cda e produrre vino. Il presidente e il consiglio mi hanno sempre appoggiato e non ho mai sentito differenza fra me e loro per la mia disabilità. Siamo una grande famiglia.”

Una famiglia che cresce e che a Vinitaly concluderà simbolicamente la campagna “Vignaioli Custodi del Territorio” e metterà le basi per la nuova stagione che la aspetta.

Photo credits: Michele Purin

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