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La Corte del Gusto, vino e turismo di eccellenza

Cosa hanno in comune un’agenzia di comunicazione romana e una struttura ricettiva marchigiana che produce vino? Il titolare. Classe 1977, romano, Alessandro Baioni ha acquistato, insieme alla sua famiglia, alcuni terreni con casali agricoli nelle Marche sedici anni fa, e li ha trasformati in una struttura extra alberghiera di lusso immersa nelle colline anconetane: La Corte del Gusto.

ALESSANDRO BAIONI

Doveva essere una seconda attività – ricorda Alessandro – un lavoro non dico rilassante ma meno impegnativo dell’agenzia di comunicazione. Invece, in poco tempo, grazie al passaparola, la migliore pubblicità possibile, siamo diventati un punto di riferimento per il turismo del nord Europa, da dove, ogni anno, arriva il 95% dei nostri clienti.Belgio, Germania, Inghilterra, Olanda e Scandinavia sono i paesi di riferimento per la Corte del Gusto, lo zoccolo duro non solo per la ricettività ma anche per…il vino: “Tre anni fa, ci siamo legati alla Società Agricola Sabbionare, azienda che opera a Montecarotto da tre generazioni. Grazie a questa partnership abbiamo iniziato a produrre due referenze, una bianca e una rossa: Il Gelso e Il Moro.

Il Gelso è un Verdicchio dei Castelli di Jesi (DOC) Classico, uve verdicchio vinificate in acciaio; il Moro – Esino Rosso (DOC), è un blend di uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30% che fanno acciaio come il bianco.

Sono due etichette rappresentative del territorio – spiega Alessandro – che ci stanno dando grandi soddisfazioni. Attualmente, il 70% del mercato è in Italia e il 30 all’estero ma i numeri sono cambiati con il covid. Con il boom dell’e-commerce, il mercato estero si è consolidato: i nostri clienti vogliono i prodotti della Corte del Gusto tutto l’anno e con la pandemia il desiderio è cresciuto.

La Corte del Gusto apre stagionalmente, da aprile a novembre. Nel 2020, i dpcm hanno limitato i mesi di lavoro al periodo luglio-ottobre, motivo per il quale l’azienda è riuscita a contenere l’impatto della crisi economica. Chi non è potuto partire nei mesi desiderati o ha trovato il tutto esaurito ha puntato alla vendita online per portare a casa almeno i sapori delle Marche.

Visto il mio lavoro – sottolinea Baioni – avevo già predisposto una piattaforma per l’e-commerce, diventata fondamentale nel 2020. Col tempo, siamo arrivati a produrre fino a 40.000 bottiglie, la maggior parte di Verdicchio. Prima del covid, stavamo aumentando la produzione, adesso dovremo aspettare per capire come sarà il futuro; all’estero, lavoriamo molto bene con i distributori nordeuropei e con i canali online, mentre in Italia subiamo le oscillazioni di mercato dovute ai dpcm e decreti legge.