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Le Famiglie Storiche dell’Amarone in un film

Il 9 settembre, a Verona è stato presentato il docufilm “Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone“, girato dal regista scaligero Michael Gasparini. Il documentario raccoglie una serie di interviste con i produttori sul loro modo di vivere l’Associazione, la Valpolicella e l’Amarone, storie intervallate da suggestive immagini delle vigne.

L’Associazione, che unisce tredici famiglie proprietarie di vigneti storici della zona (per una produzione che supera il 15% del totale di Amarone in Valpolicella), è nata nel 2009 dal desiderio di Sandro Boscaini, Cavaliere del Lavoro e presidente della cantina Masi, di condividere un nuovo modo di raccontare un vino dalla forte tradizione ma non abbastanza noto al grande pubblico. In vista della ripresa post-covid e della riapertura delle principali manifestazioni del settore, le Famiglie hanno commissionato a Gasparini un progetto corale che potesse raccontare la loro passione per il territorio e per il proprio lavoro.

Ritenevo fondamentale – spiega il regista – dimostrare come si potesse comunicare tutti assieme con efficacia. Ovviamente, la difficoltà era creare un equilibrio fra tredici personalità estremamente differenti e con stili comunicativi personali. Quando proposi di realizzare le interviste con i produttori in studio con un semplice sfondo bianco, quindi fuori del loro habitat abituale, fui sorpreso dalla loro risposta positiva, felici di mettersi in gioco, nonostante qualcuno ridendo mi confidasse che non era mai stato intervistato né era abituato a parlare in pubblico. Questa difficoltà si è subito trasformata in sfida con un concetto ben definito: le interviste non sarebbero state di carattere tecnico o enologico, ma più personali, riguardo il loro stile di vita e la loro passione. Alle stesse domande ciascuno rispondeva a modo suo, ma allineato, in una vera e propria comunità di intenti, che è quella che caratterizza appunto l’Associazione Le Famiglie Storiche.

Oscarwine ha rivolto alcune domande a Alberto Zenato, attuale presidente dell’Associazione, al termine della proiezione.

Come nasce il docufilm sulle Famiglie Storiche?
“Il docufilm nasce come uno sforzo congiunto per identificare e divulgare quel patrimonio che i nostri nonni e padri prima di noi hanno custodito e contribuito a valorizzare e per garantire che venga trasmesso alle generazioni future. Un heritage che rappresenta l’eredità della tradizione ma allo stesso tempo è parte concreta del nostro presente e stimolo per il futuro. Un racconto di quella modalità tipica della famiglia in cui si condividono esperienze, passioni, problemi, ci si confronta in modo schietto e genuino, si cercano soluzioni insieme, pur mantenendo ognuno la propria identità”.

Quali sono le sue prime impressioni dopo la proiezione in sala?
“Dopo averlo visto in anteprima solamente sul pc, assistere al film proiettato sul grande schermo, all’interno di un cinema, mi ha fatto un’ottima impressione e credo che tutti i presenti abbiano avuto l’idea di un bel lavoro, che farà parlare positivamente dell’Associazione e che potrebbe essere lo spunto per realizzare altri progetti simili in futuro.”

Che idea c’è alla base di questo vostro nuovo modo di comunicare?
“Abbiamo visto che in questi ultimi anni il mondo della comunicazione è cambiato e se vogliamo dare la giusta importanza a questo territorio, questo vino e questa associazione, raggiungendo un pubblico sempre più ampio che comprenda anche le nuove generazioni, credo sia giusto passare anche attraverso i social network e la multimedialità, che tra l’altro ci consentono di comunicare a distanza, viste le restrizioni di questo periodo.”

Oltre al docufilm e al digitale, avete in programma altre iniziative di promozione?
“Prima della pandemia avevamo iniziato un progetto in collaborazione con un’agenzia del territorio, per portare i turisti italiani e stranieri direttamente in vigna ed in cantina. Abbiamo intenzione di ripartire il prima possibile perchè crediamo che l’enoturismo, tanto per i wine lovers che per i semplici consumatori, sia un valore aggiunto che le aziende devono sfruttare nel modo giusto.”

Come sta andando la vendemmia 2021?
“Abbiamo iniziato da un paio di settimane con le basi spumante di chardonnay e pinot nero e ora stiamo progredendo con le altre uve. Devo dire che grazie al bel tempo dell’ultimo periodo, la vendemmia è ottima, con frutti sanissimi ed elevate gradazioni zuccherine. Se le condizioni climatiche si stabilizzeranno con giornate senza precipitazioni e una buona escursione termica, anche per l’inizio della raccolta delle uve rosse da mettere in appassimento per la produzione dell’Amarone prevediamo un’annata molto promettente, pur con una produzione inferiore del 20-30% rispetto alla media storica”.

Al termine della proiezione e delle interviste con i protagonisti, le tredici famiglie (Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, Venturini e Zenato) hanno ospitato gli invitati presso uno dei più antichi e prestigiosi locali storici italiani, l’Antica Bottega del Vino di Verona (dal 2010 di proprietà dell’Associazione), per un pranzo con degustazione delle loro etichette, della quale scriveremo in una prossima occasione.