Nell’enclave francese di Toscana: Tenuta del Buonamico

Incantevole borgo medievale collocato sulle colline che circondano Lucca, Montecarlo mostra tutta la sua bellezza storica e non solo: infatti, qui, a partire dall’Ottocento un gruppo di intraprendenti vignaioli diede il via a una fiorente produzione di vini di ottima qualità, soprattutto bianchi.

Proprio nel XIX secolo, in tutta la zona, furono importati e introdotti diversi vitigni di origine francese come Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Sémillon e Roussanne (a bacca bianca), assieme a Merlot, Cabernet e Syrah (a bacca nera), varietà che hanno trovato dimora assieme al Trebbiano Toscano e al Sangiovese. Gli illuminati coltivatori, pionieri della viticoltura moderna, diedero il via a una vera e propria rivoluzione della lavorazione delle uve, prestando una grande attenzione ai metodi agricoli francesi e alle loro pratiche in cantina.

L’introduzione dei vitigni d’oltralpe, ancor oggi in perfetta armonia nell’intero territorio della Lucchesia, si è concretizzata in fortunati blend con le altre uve autoctone, generando vini unici e singolari nello stile. Una fortuna che è durata sino al 1930, anno nel quale in occasione delle nozze tra Umberto di Savoia (ultimo Re d’Italia) e Maria José del Belgio, il toscano Montecarlo Bianco fu servito a tavola come vino ufficiale del matrimonio reale, forte della blasonata nomea di “Chablis di Montecarlo”. Passato questo periodo di lustro, la zona è rimasta in disparte finché, grazie alla lungimiranza di alcuni laboriosi produttori che hanno fortemente creduto nella rinascita del territorio e della sua produzione enologica, ha saputo riconquistare la sua meritata fama.

Tra questi accorti imprenditori un merito importante va riconosciuto alla costanza e determinazione dalla famiglia Fontana, la cui azienda vinicola attesta come la Lucchesia e le sue terre possano essere protagonisti nella produzione di bottiglie di altissima qualità. La Tenuta del Buonamico è una incantevole realtà sita proprio a Montecarlo, che da oltre 50 anni si impegna a preservare la tradizione dell’illustre passato, ma con lo sguardo rivolto alle nuove tendenze enologiche e alla valorizzazione dei vitigni giunti dalla Francia.

EUGENIO FONTANA

Considerato uno dei fautori del rinnovamento della tradizione, il patron Eugenio Fontana ha acquistato nel 2008 la casa vinicola, fondata negli anni sessanta del secolo scorso dai proprietari del noto ristorante torinese “Il gatto nero”, e sviluppato un progetto di ampio respiro, partendo dalla considerevole espansione degli impianti vitivinicoli grazie all’introduzione delle nuove barbatelle (si è passati da 20 a 45 ettari vitati) per arrivare all’ampliamento dell’intera struttura e alla costruzione della nuova cantina, successivamente impreziosita da suggestivi murales fumettistici che rendono omaggio alla notissima manifestazione locale Lucca Comics.

Cinque anni fa la famiglia Fontana ha inaugurato a pochi passi dalla cantina anche un meraviglioso resort di charme con undici lussuose camere, una deliziosa piscina immersa tra i vigneti e un arioso ristorante di raffinata cucina contemporanea dall’emblematico nome “Syrah”. La nuova stagione della Tenuta del Buonamico ha inizio proprio dalla vocazione di Montecarlo per i vini bianchi protagonisti della cosiddetta “anomalia lucchese”, ovvero quel periodo dalla seconda metà dell’Ottocento che ha appunto visto in queste terre l’arrivo di vitigni “stranieri”.

Gli obiettivi aziendali partono dal desiderio e dall’impegno di rinnovare con lucida gradualità la storica attitudine della fattoria di lavorare Pinot Blanc, Sauvignon, Roussanne, Sémillon e Viogner insieme a Trebbiano Toscano e Vermentino sul fronte delle varietà a bacca bianca e Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon insieme a Sangiovese e Canaiolo su quello delle uve rosse. Un blend fortunato e produttivo di vitigni autoctoni e stranieri che riesce a dar vita a etichette fascinose e originali, in grado di soddisfare i palati più esigenti.

In questo oculato percorso, nel 2010 l’azienda ha deciso di iniziare anche una sperimentazione di appena 2.000 bottiglie di Spumante Metodo Martinotti, bottiglie prodotte da uve a bacca nera vinificate in bianco, per l’esattezza Sangiovese e Syrah, vitigni adoperati anche per il Rosé in versione ferma. Il nome scelto per lo spumante è particolare, di nome e di fatto. Particolare nacque da un’idea di mio Padre Dino.” racconta Eugenio. “Stava sfogliando una rivista di moda e notò una nuova linea di smalti per le unghie di un noto marchio francese, la linea si chiamava Particulière. Gli piacque immediatamente e, riflettendo sulla singolarità del nostro Spumante Brut Rosé, pensò che quello sarebbe stato un nome perfetto. Assieme decidemmo di registrare il nome e oggi, dopo diversi anni, possiamo affermare che questo nome identifica il nostro Spumante”.

Attualmente, la Tenuta del Buonamico commercializza ben cinque diverse etichette della linea “Particolare“, tutte prodotte con uvaggi differenti. Poco tempo dopo la messa in bottiglia di Particolare Rosé è nato Particolare Brut da uve Pinot Bianco, Sémillon e Trebbiano, uno spumante che è stato, a sua volta, quasi subito affiancato dal Particolare Brut Inedito: un’unica spumantizzazione all’anno da sole uve di Pinot Bianco di diverse annate. Sempre con l’etichetta Particolare Inedito viene realizzata anche la versione Rosé, da blend di vecchie annate di uve Sangiovese e Syrah.

In ogni etichetta una parte del vino svolge la fermentazione malolattica in tonneaux per circa 7 mesi con una lavorazione che arricchisce gli spumanti di caratteristiche molto simili a quelle di un Metodo Classico. A completare la gamma delle bollicine c’è lo Spumante Particolare Dolce prodotto con uve Moscato in purezza, in cui la dolcezza misurata e mai stucchevole esalta un generoso bouquet aromatico, adatto per accompagnare i dessert ma anche il pesce e delicati piatti a base di verdure.

Chiediamo a Eugenio il motivo della decisione di utilizzare esclusivamente il Metodo Martinotti. “La scelta della spumantizzazione con il Metodo Charmat è dipesa da più fattori. La certezza di lavorare al meglio in vigna e in cantina garantisce una notevole qualità che, anno dopo anno, è cresciuta in maniera ragguardevole. In aggiunta, la spumantizzazione con Metodo Martinotti permette una maggior fluidità in fatto di spazio e giacenza in cantina, oltre alla possibilità di mantenere un giusto rapporto tra qualità e prezzo, cristallizzando così un prodotto di livello e competitivo per il mercato.”

La degustazione dei vini fermi si apre con un luminoso trittico di bianchi che ben sintetizza la tenace ricerca di pulizia e finezza espressiva da parte del produttore. Il Montecarlo Etichetta Bianca stupisce per l’equilibrio del passo sapido e fruttato che non teme il confronto con quello delle due più complesse e strutturate cuvées mono varietali, un esotico Viognier chiamato semplicemente M.I.O. e un superbo Pinot Blanc dagli intensi profumi di frutta gialla matura e crema alla vaniglia, il cui nome Vasario rende esplicito omaggio al famoso critico d’arte rinascimentale Giorgio Vasari, primo scrittore ad aver citato il borgo di Montecarlo nella letteratura. La batteria è completata dal Vivi, un Vermentino fresco e floreale dal corroborante retrogusto minerale.

Sul fronte dei rossi siamo rimasti colpiti dalla sorprendente ampiezza aromatica del Montecarlo Etichetta Blu e dalla setosa profondità tannica della storica riserva Cercatoja, consolidato blend di varietà Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah. La carrellata si chiude sulle suadenti note della più prestigiosa etichetta aziendale, Il Fortino, un Syrah in purezza di nobilissimo lignaggio dai succosi sapori di piccoli frutti boschivi, intrecciati a sbuffi balsamici di timo e a nuances speziate di pepe nero.

Ultima curiosità: Eugenio ci racconta che alla fine del secolo scorso le uve Sémillon che attualmente completano il fascinoso bouquet del Montecarlo Bianco venivano lasciate appassire sulla pianta e, a seguito dello sviluppo di muffa nobile, confluivano nell’esigua produzione del vino dolce Oro di Re, nome oggi utilizzato per contrassegnare il pregiato olio extra-vergine di oliva della tenuta.

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