Prosit Group unisce Friuli e Piemonte con Terre Brade
Prosit Group presenta Terre Brade, una rinnovata proposta del proprio portafoglio dedicato al canale Ho.Re.Ca., al centro di una strategia che punta a offrire vini di qualità in segmenti e categorie anche molto diversi tra loro, mantenendo un posizionamento corretto e sostenibile per il trade, gli appassionati e i consumatori. In questo percorso si inserisce Terre Brade, un progetto che unisce Friuli Venezia Giulia e Piemonte e interpreta alcuni grandi classici dell’enologia italiana attraverso un linguaggio contemporaneo, essenziale e immediatamente riconoscibile.
La proposta nasce per superare il linguaggio tradizionale del vino e mettere al centro un rapporto diretto con il consumatore, attraverso vini sinceri, territoriali e dal giusto rapporto qualità-prezzo.

Il progetto Terre Brade si ispira ai paesaggi naturali e selvaggi al confine con la terra coltivata. Per attribuire a ogni luogo un’identità forte e riconoscibile, a ciascuna regione è stato associato un animale tipico delle sue zone più indomite: la lepre europea per il Friuli Venezia Giulia e lo scoiattolo rosso per il Piemonte.
Le loro sagome si fondono con illustrazioni del paesaggio in un sistema visivo elegante ed evocativo. La veste grafica delle etichette ne riprende la filosofia attraverso palette cromatiche territoriali — con toni caldi e boschivi per il Piemonte e tonalità fredde per il Friuli — unite a un lettering organico ispirato alle texture della natura e impreziosito da dettagli in lamina d’oro.

FRANCESCO DOMINI
La selezione comprende sette referenze, espressione dei due territori e di altrettanti modi di interpretare i grandi vitigni italiani: Barbera d’Asti DOCG, Barolo DOCG, Langhe Nebbiolo DOC, Pinot Grigio Friuli DOC, Ribolla Gialla Venezia Giulia IGT, Sauvignon Friuli DOC, Traminer Aromatico Friuli DOC.
La gamma mette così a confronto due territori profondamente diversi, attraverso due distinti modi di esprimere il carattere dei grandi vitigni italiani: da una parte il Friuli Venezia Giulia, con bianchi caratterizzati da freschezza, verticalità, tensione e sapidità minerale; dall’altra il Piemonte, con rossi più materici, profondi e legati alle suggestioni del sottobosco. Una dialettica che permette a Terre Brade di costruire una proposta articolata, nella quale denominazioni di forte riconoscibilità convivono con referenze più immediate e versatili, mantenendo sempre un approccio chiaro e accessibile.
“Con Terre Brade vogliamo portare nel canale HoReCa una lettura contemporanea di alcuni dei nomi e dei vitigni più rappresentativi dell’enologia italiana”, commenta Luca Maruffa, Marketing Director & HoReCa Coordination Prosit Group.

LUCA MARUFFA
“La gamma nasce con l’obiettivo di coniugare identità territoriale, qualità e accessibilità – prosegue Maruffa – offrendo ai professionisti una proposta versatile e coerente con le nuove modalità di consumo. Il calice, in particolare, rappresenta un’opportunità importante per avvicinare il consumatore a territori e denominazioni, trasformando ogni assaggio in un’occasione di scoperta. Abbiamo voluto costruire una proposta capace di parlare in modo diretto e contemporaneo, senza sovrastrutture, ma mantenendo ben riconoscibili il territorio e il carattere dei vini”.
Terre Brade si presenta così come una proposta trasversale, capace di affiancare denominazioni di forte riconoscibilità come Barolo e Barbera d’Asti a referenze più immediate e versatili come Langhe Nebbiolo e Pinot Grigio. Una gamma costruita per dialogare con diverse tipologie di locali e momenti di consumo, senza rinunciare al legame con i territori di origine e con una precisa identità di marca.
Con questo progetto, Prosit Group rafforza ulteriormente la propria strategia dedicata all’HoReCa, ampliando un portafoglio nel quale qualità, varietà e corretto posizionamento diventano elementi complementari di una proposta pensata per il mercato contemporaneo. Terre Brade si inserisce così in una visione del vino più semplice e contemporanea, nella quale identità, qualità e accessibilità possono convivere e nella quale il rapporto con il consumatore parte, prima di tutto, dalla concretezza di ciò che trova nel bicchiere.
