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Storie di donne: Alfonsina Cornacchia

Responsabile commerciale e pubbliche relazioni della cantina Historia Antiqua, architetto con due Master in progettazione europea e madre di tre figli, probabilmente il lavoro più impegnativo. Oscarwine oggi è al sud, in Campania, per incontrare un’altra donna del vino: Alfonsina Cornacchia.

Alfonsina, l’ambiente del vino è ancora prettamente maschile?
Oggi c’è una grande presenza femminile, le cose sono cambiate da alcuni anni ma c’è sempre questo pensiero di una predominanza assoluta maschile. Le donne ci sono, hanno una sensibilità diversa e si vede in tanti cambiamenti del settore.

Al sud, però, c’è il luogo comune che le donne debbano stare a casa a crescere i figli.
Donna schiava, zitta e lava…Come no? Diciamo che ancora si generalizza. Da noi, in azienda e a casa, la situazione non è certo questa. Io vengo da una famiglia con mamma e nonne fortemente indipendenti. Il mio substrato è questo, sono cresciuta con questi esempi di vita e li ho fatti miei. Mia nonna materna, americana di nascita, si è trasferita in Italia; mia madre, italiana, ha studiato e lavorato negli USA mentre mia nonna paterna, che aveva perso il marito in guerra, ha dimostrato forza e indipendenza in anni in cui non te lo aspettavi da una donna e la situazione era diversa da oggi. Io ho ereditato questa indipendenza e ho sempre affermato la mia posizione. Una donna può avere una famiglia, fare la mamma e tenere in vita il focolare domestico, lavorando. Molti uomini non la vedono così.”

Le cose però stanno cambiando.
Vediamola in questo modo: la realtà economica è cambiata e c’è necessità che tutti lavorino a casa, madri e padri sono i soci di un’azienda familiare e serve il contributo di tutti. Il cambiamento, come dici, sta avvenendo, tuttavia c’è chi vorrebbe ancora le donne a casa.”

Capita a molte donne di subire avances pesanti o di essere guardate dall’alto in basso. Lei ha vissuto situazioni simili?
Per mia fortuna non ho mai subito avances pesanti o sono stata guardata dall’alto in basso. Sono cresciuta con una mente maschile, ho studiato con uomini e lavorato con loro. Il mio carattere mi ha consentito di mantenere le giuste distanze professionali e non si sono mai avvicinati, forse intimoriti dal mio approccio. Non dimostrare debolezze aiuta a non mettere altri in condizione altri di fare il passo in più sbagliato. Questo non toglie che subire una molestia possa accadere a chiunque e in ogni caso, perché ci sono uomini che non conoscono la parola no. Ci sono persone aggressive e può capitare che le avances creino problemi. Bisogna essere ferme, non è facile per molte, ma solo così si superano questi momenti. È un discorso complesso che in poche righe non si può esprimere al meglio. Una donna deve essere apprezzata per quello che fa, non per il suo aspetto fisico.”

Qual è la marcia in più che una donna dà a una cantina?
Mia madre ha 75 anni e passa in cantina tutta la giornata. Anche la mia cantiniera e la mia amministratrice sono donne: siamo un’azienda quasi tutta al femminile. Una donna è più versatile rispetto a un uomo, ha un gusto e un’attenzione diversi, ha un altro tocco e un passo in più. Ovviamente devi essere capace, discorso che vale per tutti, a parte le attitudini naturali devi essere brava.

Che consiglio darebbe alle ragazze che vogliono avvicinarsi a questo mondo?
Devono STUDIARE, tirare fuori la parte più nascosta di loro. Il vino è un mondo complesso che parte dalla terra e arriva alla bottiglia. Devono sporcarsi mani e piedi nella terra, capire da dove viene l’uva, assimilare questo lavoro in tutti i suoi aspetti. Non è una prerogativa maschile lavorare la terra, tutti possono farlo. Però, ribadisco, bisogna avere le basi, conoscere tutte le fasi del lavoro e poi saperlo raccontare agli altri nel modo giusto.”

Adesso la domanda veramente difficile…Abbini tre tipologie di vino che produce ad altrettanti grandi donne. La famiglia non vale.
Audrey Hepburn, una donna di gran classe, la abbinerei a un Fiano. Rita Levi Montalcini, vista l’autorevolezza e la forza, a un Taurasi. Il Greco, invece, è un vino bianco che immagini leggero, delicato, profumato ma che nella nostra declinazione è strutturato, senti il terroir, la  mandorla: ha una forza nascosta. Lo dedico alle donne che stanno dietro presunti grandi uomini, facendo le loro fortune ma senza comparire. Quello che appare non è quello che è.”

Alfonsina Cornacchia, invece, è come appare e non le manda certo a dire…