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Ardèche, il versante selvaggio del Rodano

Su oscarwine si torna a parlare di Francia, questa volta con un racconto in tre capitoli sulla Côtes du Rhône, una delle più ampie aree vinicole d’oltralpe. Il nostro viaggio inizia dall’Ardèche.

Il territorio

L’Ardèche è una regione selvaggia che si snoda sulla riva destra del Rodano fino al Massiccio Centrale, celebre per i maestosi belvedere a picco sulle gole scavate dal fiume omonimo e per il suggestivo arco naturale chiamato Pont d’Arc. La vallata del Rodano è in questa parte piuttosto stretta, con piccole ma fertili pianure alluvionali che, grazie al clima temperato dai venti del sud, si prestano a una viticoltura di qualità su tutto il percorso. Nella zona meridionale la produzione vinicola, generalmente meno pregiata, si estende anche a tutta la vallata del fiume Ardéche fino alle prime propaggini del Massiccio Centrale. La maggior parte dell’intero territorio vitato ricade sotto la denominazione Vin de Pays des Coteaux de l’Ardèche dove si realizzano rossi morbidi e tannici a base di merlot, rosati freschi ed estivi da uve grenache e cinsault, bianchi fruttati e beverini da miscele di grenache blanc, viognier e chardonnay.

Le tre grandi denominazioni pregiate sono a ridosso del Rodano: a nord troviamo Saint-Joseph, nota per i suoi syrah speziati e minerali, affiancati da una piccola produzione di bianchi complessi e potenti ottenuti da varietà marsanne e roussanne; nella meridionale valle dell’Ardèche, classificata Côtes du Vivarais, lo syrah è integrato dal grenache in rossi più robusti e strutturati, così come il grenache blanc sostituisce il roussanne in bianchi più freschi e minerali; alcuni territori a macchia di leopardo ricadono poi nella più generica ‘appelation’ Côtes du Rhone, con il classico assemblaggio di syrah, grenache e mourvèdre nei rossi, mentre i bianchi beneficiano dell’utilizzo di tutte le tipologie locali.

Arriviamo infine ai due vigneti che rappresentano la punta di diamante dell’enologia ardèchois, entrambi dislocati sulla riva destra del Rodano settentrionale: Cornas e Saint-Peray. Il primo esprime setosi e pepati syrah da lungo invecchiamento, mentre il secondo originali bianchi (bergeron, marsanne e roussanne) che si caratterizzano per un mirabile equilibrio tra opulenza e acidità.


Cantine rappresentative

Domaine Alain Gallety – Saint-Montan
Vini dritti e personali quelli del giovane ‘vigneron’ David-Alexandre Gallety, animati dalla ricerca della perfezione stilistica e dalla valorizzazione dei singoli appezzamenti. A eccezione del grasso e piccante Côtes du Vivarais Cuvée Speciale Blanc dall’esigua produzione, le energie della cantina si concentrano sulle curatissime uve syrah e grenache destinate a quattro cuvée, tutte meritevoli di plauso e attenzione. Il passo imperioso de La Ligure (60% grenache, 40% syrah), vino lunghissimo e di straordinaria struttura con un raffinato bouquet di piccoli frutti di bosco, liquirizia e pepe nero, si antepone alla freschezza mentolata de La Syrare (70% syrah, 30% grenache) che regala succose sensazioni di cedro e mirtillo su delicati profumi di violetta e vaniglia. Meno complessi e concentrati, l’agile Côtes du Vivarais Rouge (syrah e grenache in paritetica proporzione) e la speziata Cuvée Emma (60% grenache, 40% syrah) ammaliano per nitidezza del frutto e tensione minerale. Il giusto affinamento in bottiglia di ciascuna etichetta aggiungerà veraci note terziarie e nuove emozioni a queste poco conosciute perle enologiche.

Domaine Saladin – Saint-Marcel-d’Ardèche
Questa storica azienda familiare, tramandata di padre in figlio fin dal 1422 e oggi giunta alla ventunesima generazione con le giovani Elisabeth e Marie-Laurence, opera nel territorio meridionale della regione a denominazione Côtes du Rhône e Côtes-du-Rhône Villages. Tutti i vigneti sono coltivati con agricoltura biologica certificata e le uve, rigorosamente raccolte manualmente, vengono vinificate senza alcun additivo chimico. L’unico bianco prodotto, il minerale e fruttato Per Él, nasce dall’assemblaggio di tutte le uve marsanne, roussanne, grenache blanc, clairette rose, viognier e bourboulenc provenienti da un unico vigneto sulle celebri terrazze Villafranchiennes. Più nutrita la batteria dei rossi che parte da un rotondo e ciliegioso Loï (grenache con piccole percentuali di carignan e syrah) e raggiunge l’apice con l’imponente Chaveyron 1422, una selezione delle migliori parcelle di syrah che entusiasma per la straordinaria ricchezza aromatica pervasa da una pepata e balsamica nota fumé. In mezzo fanno bella mostra il terroso e speziato Côtes du Rhone Paul (grenache e clairette) e l’elegante Côtes-du-Rhône Villages Fan de Lune, un vino di notevole purezza e complessità olfattiva. Il rosato Tralala! – come dice il nome stesso – è infine la bottiglia ideale per accompagnare spensierate cenette estive con musica e amici.

Clos de l’Abbé Dubois – Saint-Remèze
Nel 1982 Léon Brunel scopre a pochi passi dalla propria abitazione un vitigno autoctono che battezza Plant de Brunel, del quale – dopo un meticoloso lavoro sperimentale – impianta nel 2011 un vigneto a Saint-Remèze e realizza nel 2015 la prima annata in purezza de L’Originel, un vino che esprime una singolare schiva tipicità: vivace e carnoso, floreale e fruttato, con note affumicate di liquirizia e cannella che evolvono in sentori di marmellata dii susine e amarena sotto spirito con il medio invecchiamento. La gamma dei prodotti della cantina è peraltro ampia e contempla quattro etichette a denominazione Côtes du Vivarais e sei IGP Ardéche da chardonnay, viognier, gamay, merlot e syrah vinificati in purezza, a cui si aggiunge un singolare assemblaggio di quest’ultimi due, chiamato Vitalys. I bianchi più interessanti si rivelano il minerale Ardèche Chardonnay dall’esuberante bouquet amabile (ananas, mapo e miele d’acacia) e il floreale Côtes du Vivarais Blanc, da miscela paritetica di marsanne e grenache blanc, opulento e persistente in bocca. Anche l’omologo rosso nasce da un equilibrato blend di grenache e syrah e convince per l’armonico connubio di aromi fruttati (ciliegia, frutti di bosco) e vegetali (tabacco, resina di pino), rivelandosi forse superiore alla più potente e strutturata sorella maggiore Cuvée Simone. Merita una menzione, infine, il fresco e speziato Rosé dagli intensi profumi di frutta rossa e dalla beva ‘gourmand’, in cui ritroviamo lo stesso uvaggio dei suddetti rossi.


Altre etichette imperdibili

Méditerranée Absolu Black – Terres des Amoureuses
Il nome sintetizza perfettamente l’impenetrabile colore nero estremo di questo assemblaggio di grenache, syrah e mourvédre che combina la classe del Rodano settentrionale con la prorompenza mediterranea. Nonostante l’elevato tasso alcolico, il vino si rivela fresco e elegante con intensi profumi di amarena, mora, olive mature, cioccolato fondente e gariga provenzale. In bocca colpisce la notevole struttura del corpo setoso e la finezza dei tannini levigati, mentre note speziate di cardamomo e liquirizia aggiungono fragranza aromatica al lungo e balsamico finale.
(36/39 euro)

Saint-Joseph Rouge – Domaine Jean-Claude Marsanne
L’area vitata del nord dell’Ardèche è più contenuta di quella meridionale, ma molto apprezzata in tutto il mondo grazie alla sua denominazione numericamente più importante, il Saint-Joseph rosso, regno incontrastato dello syrah. La versione di Jean-Claude Marsanne mostra un esemplare equilibrio tra la potenza estrattiva dello stile tradizionale e la finezza aromatica nella nuova scuola. Classico colore rosso violaceo molto profondo; naso generoso con violetta, fragoline di bosco, mora, mirtillo e susina in primo piano; bocca carnosa in cui i morbidi tannini sprigionano sentori di oliva, cardamomo e liquirizia. Il sorso finale aggiunge una sapida nota affumicata di pietra rovente e pane abbrustolito.
(20/22 euro)

Coteaux de l’Ardèche Serre de Berty – Château de la Selve
Il merlot è il vitigno di gran lunga più diffuso in Francia e anche nella Valle del Rodano si è ricavato un proprio spazio, trovando terreno fertile soprattutto nell’entroterra. A di là delle sterili critiche sulla sua caratteristica impronta “piaciona”, in questo Coteaux de l’Ardèche è indubbio che l’aggiunta dell’uva bordolese ammorbidisca la tipica ruvidezza del classico assemblaggio grenache-syrah-cinsault. Il vino, rotondo e muscoloso, si presenta con un brillante colore rosso scuro e intensi profumi di mora, cioccolato bianco, cuoio e cannella. La finezza dei tannini si riflette in una bocca fresca e vinosa, ricca di materia fruttata e di persistenti sentori di sottobosco.
(17/18 euro)

Photo Credits: Roberto Sironi