Da Iron Man a Max Bunker, il vino nei fumetti a Romics
Da domani al 4 ottobre Roma torna a ospitare Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cosplay, Cinema e Games nato nel 2001 e giunto alla sua 37esima edizione grazie all’introduzione di un doppio appuntamento annuale, primaverile e autunnale. Cosa c’entra tutto questo con oscarwine?
Alcuni anni fa, in occasione di una di queste edizioni, ci siamo divertiti a raccontare il curioso legame tra il mondo del vino e quello di manga, anime, cartoni animati e fumetti. Da allora, puntuali come le tasse, i nostri lettori ci chiedono a ogni appuntamento della kermesse fumettistica capitolina di tornare sul tema.

Partiamo da una curiosità: ricordate Sun College? Si tratta di un anime che ha debuttato in Giappone nel 1982, arrivato in Italia undici anni dopo e trasmesso nella sua interezza solo nei primi anni Duemila, 95 episodi contro i 24 andati in onda inizialmente nel nostro Paese. A parte la travagliata storia della programmazione – che ai cinquantenni ricorderà la stessa sorte toccata a Mazinga Z – la vera particolarità risiede nel nome del manga da cui è tratta la serie: The Kabocha Wine, letteralmente “Il vino di zucca”.
Non si parla di un prodotto orientale misterioso, bensì di un ironico gioco di contrasti ideato dall’autore Mitsuru Miura. Il fumettista ha spiegato che la zucca (kabocha) rappresenta un elemento grezzo, massiccio e poco raffinato, proprio come il carattere del protagonista maschile Shunsuke; al contrario, il vino rievoca un’immagine dolce, inebriante ed elegante, specchio della protagonista femminile Natsumi. Due opposti capaci di fondersi per dare vita a un “gusto” unico e travolgente. Quindi nessun legame con il vino.
Veniamo ora a un fenomeno di cui ci eravamo già occupati in passato: il manga Kami no shizuku o Drops of God, scritto da Tadashi Agi – pseudonimo dei fratelli Yuko e Shin Kibayashi – e disegnato da Okimoto Shu. Recentemente, ha debuttato l’adattamento anime, rivelatosi decisamente più fedele all’opera originale rispetto alla precedente serie televisiva live-action. La co-produzione franco-nipponica-statunitense, infatti, aveva effettuato alcune modifiche, trasformando il protagonista maschile nella francese Camille Léger.
Attraversiamo il Pacifico in direzione Stati Uniti, dove cresce l’attesa per Avengers: Doomsday, l’ultimo capitolo cinematografico dedicato ai Vendicatori, che ha destato enorme stupore per il ritorno di Robert Downey Jr. nei panni del Dottor Destino, dopo la morte del suo storico personaggio, Iron Man, in Endgame. Su queste pagine abbiamo sempre ribadito che il vino e il bere non rappresentano solo un piacere: è fondamentale sapersi moderare, poiché i pericoli legati all’abuso di alcolici sono concreti.
Perfino nel mondo dei fumetti questo tema è stato affrontato con straordinario realismo: nello storico arco narrativo intitolato Il demone nella bottiglia (Demon in a Bottle, pubblicato in The Invincible Iron Man nei numeri dal 120 al 128) viene descritta la drammatica caduta di Tony Stark nel vortice dell’alcolismo e il difficile inizio del suo percorso di disintossicazione. Una storia potente che dimostra come, sotto l’effetto dell’alcol, si rischi di mettere a repentaglio la vita propria e altrui, evidenziando la necessità assoluta di porre un freno a tali situazioni. Nessun moralismo ma una realtà nuda e cruda con la quale bisogna necessariamente fare i conti e della quale noi di oscarwine continueremo a scrivere.

MAX BUNKER
Concludiamo come abbiamo iniziato, parlando di Romics. In fiera non mancherà occasione di approfondire questi argomenti con gli editori italiani, di cercare i fumetti citati tra il nuovo e l’usato ma soprattutto di divertirsi. A questo link, potete consultare il ricco programma. Personalmente, ci fa piacere segnalare che fra gli insigniti del prestigioso Romics d’Oro, oltre a Paola Barbato, Stefano Bessoni, Takeshi Koike, Simone Legno e Ian Livngstone, ci sarà anche Max Bunker (pseudonimo di Luciano Secchi) che, nel 1971, ha creato il personaggio di Superciuk, con i disegni storici di Magnus (Roberto Raviola) su Alan Ford. Un’altra storia di oscarwine che vi racconteremo in futuro.
