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Ferracci, una storia di vino a un passo da Roma

Michele e Massimo Ferracci sono due giovani dinamici, entrati nel mondo del vino facendo un passo alla volta. I due fratelli, 39 e 35 anni, hanno fondato la Cantina Ferracci a Castel San Pietro Romano, paese di cui sono originari, conosciuto anche come location del film “Pane, amore e fantasia” di Luigi Comencini e per essere stato eletto “Borgo più bello d’Italia 2017“: un gioiellino incastonato nei Monti Prenestini.

MICHELE E MASSIMO FERRACCI

Michele, il fratello maggiore, ci racconta come si diventa titolare di una cantina. “Siamo proprietari di un’azienda agricola che pratica viticultura e cerca di farlo nel rispetto di una filosofia sostenibile, mettendo nel bicchiere il territorio e la stagionalità. Alcuni anni fa, abbiamo fondato l’azienda e acquistato le vigne. Al momento non abbiamo una struttura nostra per l’affinamento e l’imbottigliamento, ma ci stiamo lavorando.

La storia della neonata Cantina Ferracci è fatta di mattoncini messi uno alla volta sopra l’altro, in attesa di averne di nuovi e proseguire la costruzione, completando così il disegno dei due fratelli di  Castel San Pietro Romano, nato dall’ammirazione per nonno Pietro: “Era un viticultore e agricoltore professionista: gestiva 8 ettari di vigne. Siamo cresciuti con lui e abbiamo ereditato la sua passione per la terra. Poi, con gli anni, io e mio fratello abbiamo sviluppato una passione per la sommellerie e l’enogastronomia: il naturale passo successivo è stato aprire la nostra azienda vitivinicola.

Famiglia e passione non bastano però; per entrare nel mondo del vino ci vuole altro: “Veniamo da realtà diverse: io sono ingegnere meccanico e mio fratello impiegato nell’ufficio acquisti per una società di real estate. Per prima cosa, abbiamo deciso di capire il mondo della vigna, partecipando anche alle vendemmie di altre aziende; poi, abbiamo acquistato delle uve, iniziando le nostre sperimentazioni di vinificazione, e, successivamente, è partita la nostra produzione incentrata su vitigni autoctoni, quali espressioni del territorio.

Raccontata così l’apertura di una cantina sembrerebbe una cosa da niente ma la strada per tagliare il traguardo non è stata priva di ostacoli: “Quando puoi dedicarti alla vigna pochi giorni a settimana, devi considerare di avere un appezzamento delle giuste dimensioni. Per questa ragione abbiamo deciso di acquistare un ettaro già coltivato a cesanese comune, cesanese di Affile e passerina del frusinate. Tutto questo è avvenuto dopo 3 anni di lunghe ricerche, nell’attesa che si presentasse l’occasione giusta per avere dei vigneti nelle zone più vocate per la coltivazione di queste uve. Attualmente siamo alla seconda vendemmia, sia per il bianco che per il rosso.

Il rosso è un cesanese – affinato in botte per 9 mesi – che viene immesso sul mercato un anno dopo la vendemmia, mentre la passerina fa solo acciaio e viene venduta l’anno stesso. “Si tratta – spiega Michele – di vini che raccontano un po’ di noi, delle nostre radici. Attualmente, ci stiamo strutturando per allargarci e avere una realtà completamente nostra ma il Covid purtroppo ci ha rallentati.

Ancora una volta, quindi, la pandemia diventa protagonista in negativo di una storia di vino: “A febbraio scorso eravamo pronti a vendere la nostra prima annata di bianco ma il Covid ha fermato tutto. Una volta sbloccato il lockdown, non è stato comunque facile, perché i ristoratori erano carichi di prodotto ed entrare nel mercato è più difficile per una realtà emergente. Così, ci siamo rimboccati le maniche e, nonostante tutto, continuiamo a lavorare per far crescere il nostro progetto.

A proposito di vedere, di interpretare, le etichette delle due bottiglie prodotte dai fratelli Ferracci – Ave Petrus, il rosso; Quipè, il bianco – sono state pensate per far dare sfogo all’immaginazione di chi le vede: “Sono due etichette a sfondo bianco e nero con linee dritte e ondulate. Qualcuno ci vede uno spartito e pensa alla musica, altri pensano a delle colline viste dall’alto, a qualcun altro ricorda del vino che scorre.

Per questa giovanissima realtà, l’augurio è che facciano scorrere tanto vino nei calici degli appassionati.