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Paolo Dragani, l’altoatesino d’Abruzzo

Quando si parla di una cantina altoatesina, c’è chi incorre nell’errore di pensarla come un’enclave, dove resta difficile trovare spazi. Il vino, invece, è passione, è comunità, è condivisione e questi steccati non esistono. Lo dimostra la storia di Paolo Dragani, un abruzzese DOCG che è recentemente diventato Responsabile Vendita Italia presso Nals Margreid, cantina che si trova ad appena 15 km da Bolzano.

Paolo Dragani cosa sognava di diventare all’università?
“Posso dire di aver realizzato il ‘cosa vorrei fare da grande’. All’università, ho sviluppato una passione per l’enogastronomia di qualità, desiderando lavorare nel comparto vitivinicolo. Ho sempre bevuto bene e quando, durante l’ultimo anno di Economia e management, si è presentata la possibilità di fare uno stage presso una cantina…l’ho colta al volo.”

Come è andata?
“Dopo uno stage, sono entrato in Codice Citra, una realtà importante della mia regione e dopo un paio di anni sono arrivato a gestire la rete vendita Ho.Re.Ca.”

Un passo non da poco viste le tempistiche veloci di questo salto.
“Attraverso il learning by doing, by working sono riuscito ad immergermi in breve tempo nelle dinamiche complesse e particolari che vive una cantina nei confronti del canale ristorazione. Ho sviluppato contatti personali, stretto amicizie, ho cercato di interagire con persone che mi completassero, aiutandomi a crescere. Poi, attraverso la partecipazione agli eventi di degustazione, fiere, masterclass…tutti momenti in cui si creano naturalmente aggregazione e simpatia e si allarga la cerchia delle conoscenze professionali. In Codice Citra, ognuno ha un proprio ruolo, ben definito, ma abbiamo fatto squadra e mi hanno dato la possibilità di crescere credendo in me, dandomi totale fiducia . Diciamo che i primi tre anni impari il lavoro, poi spicchi il volo.”

Durante il suo periodo a Codice Citra, sono partiti alcuni progetti di produzione e comunicazione strategici.
“Sono stato fortunato a partecipare a numerosi progetti, a lavorare con agenzie marketing molto importanti, negli ultimi dieci anni è stato lanciato per la prima volta un metodo classico destinato al canale Ho.Re.Ca., c’è stato un vero e proprio restyling del brand e abbiamo creato delle linee prodotto dedicate esclusivamente al mondo Ho.Re.Ca. La reputazione del prodotto e l’immagine ti consentono di raggiungere un posizionamento importante.”

A un certo punto però…
“Ho deciso di mettermi alla prova. Dopo aver sviluppato un progetto articolato come quello realizzato tra il 2012 e 2019, ho voluto andare alla ricerca di nuovi stimoli, di sfide avvincenti e diverse, in cui potermi mettere in gioco. Paradossalmente, la mia fortuna è stato il lockdown. Ho effettuato diversi colloqui con più cantine che mi avevano contattato, ma poi si sono defilate a causa dell’avvento della pandemia. Così anche le mie nuove “ambizioni” sembravano rimanere nel cassetto, quando a maggio è arrivata la chiamata di Nals Margreid e non ho esitato a dare la mia disponibilità ad entrare a far parte del loro team. Nals Margreid è un’azienda di primo piano nel panorama enologico italiano, abbiamo prodotti di posizionamento premium, mirati all’alta ristorazione, una filosofia/visione del lavoro molto stimolante che rispecchia il mio essere, la qualità e l’eleganza le stelle polari a cui far riferimento, da sempre sia per la cantina che nel mio decennale percorso lavorativo”.

Giochiamo. Un abruzzese in Alto Adige fa pensare al celebre “italiano baffi neri, mandolino” di Paolo Villaggio.
“Sì qualcuno scherzosamente me lo dice, ma la realtà è molto diversa da queste leggende popolari. Innanzitutto, in azienda c’è una grandissima professionalità e soprattutto una grande voglia di crescere, di migliorarci, ci sono persone molto disponibili che ti supportano in ogni momento. Nals Margreid è una realtà dinamica che sta creando piani di sviluppo e che sta reagendo energicamente, in modo propositivo alla pandemia”.

In che modo?
“Abbiamo creato delle condizioni di vendita che riducano le quantità obbligatorie di acquisto e sviluppato attività mirate a supporto dei ristoratori che sono la nostra linfa vitale. È importante in un momento di crisi come quello attuale, in cui da più di un anno le ripercussioni sono a carico soprattutto sul canale Ho.Re.Ca., far sentire la vicinanza e condividere le problematiche, le preoccupazioni con i nostri clienti, l’essere solidali con loro, mettere in atto condizioni ad hoc in base alle esigenze specifiche, in modo da non scoraggiarsi e farsi trovare pronti e proattivi al ritorno alla ripartenza”.

E il dopo covid? Come sarà?
“Intanto speriamo che questo ‘dopo’ arrivi velocemente, liberandoci da ansie e preoccupazioni che non sono esclusivamente lavorative ma soprattutto di salute. L’azienda sta creando diverse novità ma non voglio svelare di più…spero che la gente possa scoprirlo al più presto venendoci a trovare in cantina, agli eventi, o nei ristoranti in cui siamo in carta-vini e degustando i nostri strepitosi prodotti, ambasciatori di un territorio incantevole ed incontaminato come l’Alto Adige”.