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Loira, la brezza salmastra dell’oceano

Il tratto conclusivo del maestoso fiume reale che sfocia nell’Atlantico all’altezza di Saint-Nazaire annovera due aree vitivinicole caratterizzate da distese che si fanno via via sempre più sabbiose e da un mite clima sub-oceanico con inverni piovosi ed estati moderatamente calde.

L’Anjou-Saumur si contraddistingue per la varietà stilistica che spazia dagli spumanti ai vini secchi fino a quelli dolci, nonché per l’elevato numero di varietà bianche e rosse, con presenza di numerose uve autoctone coltivate a macchia di leopardo. Lo Chenin Blanc e il Cabernet Franc restano peraltro i grandi protagonisti delle migliori etichette come nell’adiacente Touraine di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente, ma con caratteristiche ancor più sottili e taglienti.

Il paesaggio onirico dei Pays Nantais diviene invece l’habitat ideale dell’umile Melon de Bourgogne, un vitigno nato dall’incrocio tra Pinot Blanc e Gouais Blanc che gode di una formidabile resistenza al gelo e che su questi suoli acquisisce una impressionante mineralità salina. Affinati spesso a contatto delle fecce nobili (elevazione “sur lies”), questi bianchi sfoderano sapide fragranze citrine che si abbinano meravigliosamente con i frutti di mare crudi e, in particolare, con le succulente ostriche allevate nella vicina Bretagna.

Concludiamo l’affascinante viaggio lungo le sponde della Loira analizzando il profilo di dieci denominazioni imperdibili di questi due singolari territori.

Anjou-Saumur

Anjou Blanc
Alla vista mostrano un limpido colore giallo paglierino e all’olfatto sfoderano croccanti note fruttate di mela verde, su cui si intarsiano via via eleganti sentori di fiori bianchi, paglia umida, litchi, ananas e pietra focaia. Un mirabile intreccio di sapidità, freschezza e mineralità scandisce il sorso vivace che si anima nei lunghi finali di nuances affumicate e amaricanti. La raffinata tessitura impone il connubio con saporite preparazioni a base di pesci e crostacei.

Bonnezeaux (solo bianchi passiti)
Sul fulgido manto giallo ambrato con riflessi aurei lo Chenin Blanc botritizzato riesce a sprigionare tutta la sua intrigante aromaticità: albicocca matura, frutta tropicale, bergamotto, mandorla, miele e spezie dolci si avvicendano all’olfatto, pronti a riaffiorare nel corpo agile e minerale, quanto pieno ed esplosivo. Il sorprendente equilibrio tra struttura e acidità li consacra perfetti vini da meditazione, ma il matrimonio con i formaggi blu si rivela formidabile.

Saumur Blanc
Esibiscono un luminoso abito giallo paglierino e un profilo olfattivo di inconfondibile matrice territoriale dove le tipiche note agrumate di pompelmo e mandarino si intrecciano a sentori di fiori bianchi, pesca gialla e camomilla, fieno e gesso. Acidità e purezza si rincorrono nel sorso sapido e rinfrescante fino alla morbida e pervicace chiusura in cui fa capolino una balsamica nuance mentolata, ancor più accentuata nella denominazione territoriale Puy-Notre-Dame. Eleganti e minerali, si esaltano con sushi, crostacei e crudi di mare.

Saumur Champigny (solo rossi)
I terreni sabbiosi adagiati sulle sponde della Loira magnificano la quintessenza varietale del Cabernet Franc: dal colore rubino scuro ai sentori di frutta rossa matura, su cui si intarsiano vivaci richiami vegetali e la classica nota minerale di grafite, fino al sorso elettrico e avvolgente che delizia il palato con tannini vellutati, formidabile equilibrio e persistenza fuori dal comune. La loro sfaccettata morbidezza li destina a corposi piatti di carne.

Savanniéres (solo bianchi)
Considerati la massima espressione mondiale della varietà Chenin Blanc, in particolare nelle due strepitose denominazioni territoriali Roches aux Moines e Coulée de Serrant (quest’ultima anche in versione amabile), vantano una complessità aromatica incredibile. Sul luminoso tessuto giallo dorato si schiudono profumi floreali di tiglio e gelsomino, sentori di frutta gialla e agrumi polposi, note di fieno e miele d’acacia in un’armoniosa cornice minerale. La bocca dritta, tesa e potente è sostenuta da vibrante acidità che svela i muscoli di capolavori da gustare con pregiate carni d’aia.

Pays Nantais

Coteaux d’Ancenis Blanc
Le versioni da uve Malvoise si contrassegnano per l’acceso colore giallo, per gli intensi profumi di frutta esotica, come ananas e litchi, e per la bocca rotonda dove dominano golosi sapori di caramella inglese. Quelle approntate con la varietà Chenin Blanc esibiscono invece un colore più pallido, aromi di frutta bianca e agrumi canditi e un sorso morbido dal tonificante retrogusto balsamico. Entrambe trovano gratifica con pesce, verdure e dolci alla frutta.

Fiefs Vendéens Rosé
L’aggiunta dell’autoctono vitigno Négrette a Gamay e a Pinot Noir apporta un lato vinoso e animale che si miscela ai sentori di fragola e lampone, infondendo una sorprendente complessità ai bouquet. Il tessuto rosa chiaro, spesso tendente al grigio, entra in bocca con freschezza e vivacità, deliziando il palato con un quadro aromatico armonioso e una piacevole chiusura minerale. Gustateli d’estate con paste al sugo di ortaggi e pesce alla griglia.

Gros-Plant du Pays Nantais (solo bianchi)
La varietà Folle Blanche in purezza scolpisce vini asciutti e nervosi che esibiscono un pallido colore giallognolo con marcate venature verde smeraldo e aromi di fiori bianchi, limone e pompelmo, molto cristallini e impreziositi da nuances vegetali nelle versioni Sur Lie per il più prolungato contatto con lieviti esausti e inattivi. L’attacco teso e vivace introduce un corpo rotondo che conquista il palato con avvolgenti note minerali e sapidi richiami allo iodio. Con ostriche e crostacei il divertimento è assicurato.

Muscadet (solo bianchi)
La denominazione più emblematica del territorio sintetizza la cifra stilistica dell’uva Melon de Bourgogne, contraddistinta dalla secca impalcatura salina e da penetranti tonalità minerali. I vini sfoderano un abito giallo dorato, alquanto pallido ma con vistosi riflessi verdognoli, e puliti profumi di fiori bianchi e ciottoli bagnati che si intensificano nelle grasse e aromatiche versioni Sur Lie. Scattanti, nitidi e asciutti, scivolano in bocca con sapida mineralità tra pennellate di frutta gialla e tonificanti tocchi finali di iodio. Irresistibili con frutti di mare, funghi e pesci carnosi.

Muscadet Sévre et Maine (solo bianchi)
Brezza oceanica e silicea mineralità sono i tratti distintivi della più pregiata denominazione a base di Melon de Bourgogne in purezza che si presenta al calice con una veste paglierina orlata da riflessi dorati ed elargisce all’olfatto eterei sentori di mughetto, eucalipto, mela verde e bergamotto. Nella loro essenza iodata, le formidabili versioni Sur Lie incantano per la finissima intensità aromatica e l’apporto di fragranze selvatiche. Il coacervo di freschezza e sapidità che delizia il palato ne sancisce la formidabile duttilità sul desco quotidiano, ma i coquillages restano il loro connubio elettivo.