Sud-Ouest, il museo della vite d’oltralpe

L’esteso territorio vinicolo convenzionalmente denominato Sud-Ouest (Sud-Ovest) comprende tutto il frammentato vigneto dell’Aquitania, con esclusione dell’enclave bordolese. Dal Massiccio Centrale alle sponde della Dordogna, dall’Aveyron alle colline della Guascogna e più a sud da Tolosa fino ai Pirenei, la superficie vitata copre dodici dipartimenti e annovera cinque aree vinicole per un totale di 27 AOC.

La settentrionale zona del Bergeraçois, logica prosecuzione a oriente del bordolese, è la più vasta del comprensorio: i vitigni più coltivati restano pertanto Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sémillon, quest’ultimo assemblato a Sauvignon e Muscadelle per la realizzazione di vini dolci da muffa nobile. La sottostante area della Garonne (detta anche Bordure Aquitaine) produce in prevalenza vini rossi da classico taglio bordolese, a cui si affiancano un paio di vitigni autoctoni molto tannici e colorati, l’Abouriou e il Fer Servadou.

Spostandoci a nord-est lungo il placido percorso del fiume Lot troviamo prima il territorio di Cahors, regno della cupa e impenetrabile uva Malbec, e quindi l’altopiano occitano dell’Aveyron dove, oltre al locale Prunelard, vengono coltivate quasi tutte le più significative varietà transalpine. Nel lembo meridionale, praticamente a ridosso dei confinanti Paesi Baschi si dispiega infine la pedemontana superficie vitata dei Pyrénées, contraddistinta dall’allevamento di rinomati vitigni autoctoni: Petit Manseng e Gros Manseng, anche in versione passita da muffa nobile, sul fronte dei bianchi; Tannat e Fer su quello dei rossi che vengono peraltro soprannominati ‘vini viola’ per il loro intenso colore.

Il clima oceanico, mite e umido grazie alle influenze mediterranee e alle correnti montane provenienti sia dal Massiccio Centrale che dai Pirenei, e la costante insolazione diurna sono i due principali denominatori comuni di cui beneficia l’intera regione. L’eterogeneità dei paesaggi attesta invece una forte diversità nella composizione dei rispettivi terreni, laddove annoveriamo depositi alluvionali inframmezzati da argille rossicce e ricche di ferro in Dordogna, terreni sabbiosi e calcarei alle pendici dei Pirenei, suoli silicei nell’Aveyron e superfici prevalentemente argillose nelle valli di Lot, Tarn e Garonna.

La straordinaria diversificazione stilistica dei vini prodotti in questi eterogenei comprensori del territorio, ribattezzato proprio per tale peculiarità “museo della vite”, ha sedotto dapprima gli invasori romani che intensificarono la viticoltura nell’area di Gaillac prima ancora che a Bordeaux, poi i pellegrini di Santiago de Compostela che contribuirono alla notorietà europea delle due denominazioni Jurançon e Madiran, e infine i facoltosi mercanti fiamminghi che all’apogeo della loro potenza commerciale ne monopolizzarono le esportazioni per tutto il Settecento. Un ulteriore punto di forza della regione è rappresentato dalla parallela produzione dei rinomatissimi liquori Armagnac e Floc de Gascogne, ottenuti da distillazione delle uve Ugni Blanc coltivate nell’omonima storica regione a cavallo tra la Garonne e i Pyrénées.

In questa prima delle tre puntate dedicate a questo variegato e poco conosciuto territorio andiamo ad analizzare i tratti stilistici delle cinque più significative denominazioni del Bergeraçois, lembo meridionale del Périgord che rivaleggia con il bordolese per affinità dei vitigni coltivati e dei relativi assemblaggi nella produzione sia di vini secchi sia di bianchi passiti.

Côtes de Duras Blanc
Rarefatti e asciutti nel loro abito verde chiaro, sfoderano di contro seducenti effluvi silvestri con profumi dominanti di bosso e fiori di rovo nelle etichette realizzate con Sauvignon in purezza, arricchiti da sapori fruttati di mandorla fresca e albicocca negli assemblaggi con Muscadelle e Sémillon. Il sorso fresco e carnoso si presta a svariati matrimoni culinari, dai piatti di pesce e crostacei alle minestre saporite dei giorni di festa.
Etichetta rappresentativa: Côtes de Duras Blanc Vieillefont – Mouthes le Bihan

Bergerac Rouge
Il classico taglio bordolese conferisce un vestito rosso rubino dagli sgargianti riflessi granata e un ampio bouquet fruttato con succosi richiami a prugna, mora e ciliegia. La fitta trama tannica si armonizza nella struttura fruttata che sigla una beva piacevole e ricca di sapore. Il connubio con insaccati e primi piatti di carne non delude mai.
Etichetta rappresentativa: Bergerac Rouge Le Bouquet de Plaisance – Château Marie Plaisance

Pécharmant (solo vini rossi)
Potenti ed espressivi, si caratterizzano per il gravido colore rubino intenso e la formidabile carica aromatica dei bouquet leggermente vanigliati sui quali prorompono esplosive nuances di violetta, frutti di bosco, ciliegia e liquirizia. L’attacco deciso e perentorio si distende in un sorso sottile, morbido e carnoso, permeato di sapori fruttati che scalpitano per convolare a nozze con carni rosa saporite e selvaggina da piuma.
Etichetta rappresentativa: Pécharmant Cuvée Prestige – Domaine du Haut Pécharmant

Monbazillac (solo passiti)
Sullo splendido colore giallo paglierino dai riflessi aurei erompono seducenti effluvi di ananas, albicocca, agrumi, frutta candita, miele d’acacia e mallo di noce che marcano con mirabile corrispondenza gusto-olfattiva anche il sorso zuccheroso e soave, tonificato da una vivace e persistente acidità. Superbi vini da meditazione, accompagnateli a tavola con pregiati formaggi blu e pasticceria secca.
Etichetta rappresentativa: Monbazillac “L’Abbaye” – Domaine de l’Ancienne Cure

Saussignac (solo passiti)
Ai lucenti abiti dorati e ai sensuali profumi di sambuco, albicocca matura, mela cotogna e zafferano risponde una trama armoniosa dove si alternano dolci sapori di miele, cioccolato bianco, arancia candita e mandorla, tonificati da nuances iodate e sbuffi balsamici. Favolosi come vini da meditazione o in abbinamento a foie gras e formaggi erborinati, esaltanti con soffici dolciumi di pasta lievitata.
Etichetta rappresentativa: Saussignac Vendanges Tardives – Château Court les Mûts

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