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Valle della Loira: il vigneto più lungo del mondo

La Loira è il secondo fiume francese per lunghezza e il suo corso scivola come un serpente per circa ottocento chilometri verso settentrione dalle sorgenti del monte Gerbier de Jonc nel Massiccio Centrale fino all’altezza di Orlèans, dove curva in direzione ovest sfociando nell’Oceano Atlantico sotto la penisola bretone. Le sue sponde sono da sempre considerate il “giardino di Francia” per la fertilità dei terreni ricoperti da una flora variopinta e per il bucolico paesaggio pennellato da rigogliose colline vitate, tanto che i vari sovrani francesi vi fecero costruire i loro manieri e le loro residenze estive, oggi famosi in tutto il mondo con il generico appellativo di Castelli della Loira.

La vallata rappresenta la terza regione francese per produzione vinicola e la sua strada del vino, con ben ottocento chilometri di vigneti disseminati su 14 dipartimenti, vanta il primato nazionale in fatto di estensione e il riconoscimento di patrimonio dell’umanità Unesco nel romantico tratto compreso tra Chalonnes-sur-Loire e Sully-sur-Loire. La viticoltura affonda le sue radici nell’epoca dei Romani ed è stata gelosamente custodita durante il periodo medievale dai monaci borgognoni, come attesta la rigorosa vinificazione in purezza delle dieci varietà coltivate, nonché la presenza di vitigni autoctoni dall’esplicativo nome di Melon de Bourgogne e Pineau de Loire (Pinot de la Loire), oggi più conosciuto come Chenin Blanc, che rappresentano la punta di diamante della produzione di bianchi insieme al celeberrimo Sauvignon Blanc.

In una regione così estesa e caratterizzata da un ineguagliabile frammentazione pedoclimatica non è semplice delineare una matrice stilistica comune e il territorio vinicolo viene così convenzionalmente suddiviso in cinque macroaree geografiche dalla forte e distintiva identità personale che danno vita a oltre 80 differenti AOC.

Seguendo il corso del fiume dalle sue falde sorgive in direzione dell’estuario, dapprima troviamo la meno rinomata zona dell’Auvergne, dove si realizzano vini freschi e verticali che trovano nella Borgogna il principale riferimento ampelografico con Chardonnay, Gamay e Pinot Noir a giocare il ruolo del leone, affiancati da Syrah, Pinot Gris, Sauvignon e dall’indigeno vitigno a bacca bianca Tressallier. Il sinuoso bacino a sud di Orléans, denominato Centre per la sua posizione nel cuore della Francia, è l’enclave del Sauvignon Blanc che su questi pendii riesce a esprimere caratteristiche organolettiche impareggiabili grazie alla sbalorditiva acidità, alla finezza aromatica e a quella tipica nota affumicata da cui deriva il locale nomignolo di “blanc fumé”.

Seguono i due ampi e consequenziali distretti di Touraine e Anjou & Saumur, assimilabili sia per la poliedricità produttiva che spazia dagli spumanti ai vini dolci su tutte le tipologie di colore, sia per la predominanza nelle grandi etichette delle nobili varietà Chenin Blanc e Cabernet Franc. Il cerchio si chiude con l’occidentale settore dei cosiddetti Pays Nantais, regno incontrastato dei sapidi Muscadet a base della tenace uva Melon de Bourgogne.

La vicinanza alle acque della Loira assicura a tutta la superficie vitata un clima temperato, anche se la stagione invernale risulta più mite e umida in prossimità della foce e più rigida e continentale nelle aree interne. Dal punto di vista geologico la regione risulta invece assai variegata, passando dapprima dai terreni di origine vulcanica dell’Auvergne a quelli argillosi con presenza di gesso e silicio del Centre, poi al sottosuolo granitico su cui poggiano superfici ghiaiose nella Touraine e nel Anjou & Saumur che diventano progressivamente sabbiose nei Pays Nantais.

In questa prima puntata andremo alla scoperta dei tratti stilistici delle principali denominazioni regionali, mentre le prossime due saranno dedicate alle più prestigiose appellations comunali e territoriali delle quattro grandi aree vinicole della Loira (per quanto riguarda l’Auvergne vi rimandiamo a questo articolo).

Denominazioni regionali

Crémant de Loire Blanc
Sul mantello giallo pallido con brillanti riflessi verdi, solcato da un perlage fine e persistente che genera in superficie una spuma liscia e densa, si schiudono fragranze di mela golden, agrumi, mandorla e nocciola, seguite da cremosi richiami alla pasticceria. L’assaggio brioso e leggero, ma al contempo fiero e intrigante, con una morbidezza controllata anche nella tipologia Demi-Sec, invita a stuzzicare antipastini a base di pesce e ortaggi stagionali.

Crémant de Loire Rosé
Il colore spazia dal rosa antico chiaro al salmone carico, mentre la spuma si rivela sempre soffice e ariosa. I bouquet sprigionano freschi e delicati sentori di lampone, ciliegia e fragola selvatica che puntellano anche il sorso ghiotto e succoso, addirittura quasi untuoso nelle versioni Demi-Sec. Aggiungono un tocco di originalità agli aperitivi, ma sposano bene anche salumi e insalate di frutta.

Rosé de Loire
Prodotti nei territori dell’Anjou-Saumur e della Touraine da blend di uve a bacca rossa in cui prevalgono Cabernet Franc e Grolleau Rouge, si differenziano dal Rosé d’Anjou per l’assenza di zucchero residuo e pertanto per il carattere schietto e rustico. Di colore rosa pallido con riflessi grigi, esibiscono aromi freschi e puliti di fragola, lampone e ribes rosso, mescolati a note di violetta e caramella inglese. L’attacco morbido e vivace introduce una materia secca e leggera, rotonda e fruttata, da gustare con salumi e contorni.

Val de Loire Blanc
Le etichette di questa rilevante IGP che copre ben 14 dipartimenti si differenziano tra loro in virtù delle numerose varietà utilizzabili. Lo Chenin Blanc apporta fragranze di mela verde e mela cotogna, il Sauvignon la sua peculiare mineralità, lo Chardonnay sentori di agrumi, pesca bianca, burro e vaniglia. Le versioni più secche accompagnano bene i crostacei e i frutti di mare, mentre quelle più dense e rotonde prediligono pesci in salsa. Primi piatti cremosi e profumati soddisfano entrambe le tipologie.

Val de Loire Rouge
Il libero utilizzo di vitigni a bacca rossa consentito dal disciplinare permette una produzione variegata dove il Gamay fornisce golose nuances di frutta rossa, il Pinot Noir nitidi aromi di ciliegia matura con sfumature di muschio e cuoio, il Cabernet Franc una tavolozza aromatica che spazia dalle note floreali alle piccole bacche di bosco. La materia stessa risulta leggera e succosa in alcune versioni, più tannica, corposa e strutturata in altre. Tante sfaccettature, ma un comune denominatore: l’ineccepibilità del connubio gastronomico con pollame e selvaggina da piuma.