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Alice Paillard e il suo Extra Brut Cuvée N.P.U.

Entrata nell’azienda di famiglia, la Bruno Paillard, nel 2007, Alice Paillard ha da poco preso in mano le redini della prestigiosa ‘maison’ di Reims, fondata dal padre nel 1981 con un intento chiaro e ambizioso: realizzare Champagne di luminosa purezza dal perfetto equilibrio tra eleganza e profondità.

ALICE PAILLARD

Il celeberrimo “stile Bruno Paillard” si basa sulla maniacale maestria nell’individuazione dell’assemblaggio più appropriato a magnificare la quintessenza aromatica delle uve e del relativo terroir di provenienza. A lui si deve la geniale intuizione della specifica sul retro-etichetta di mese e anno di sboccatura, introdotta nel 1983 sui primi vini commercializzati e successivamente adottata da innumerevoli produttori di spumanti metodo classico in ogni angolo del pianeta.

Il traguardo dell’eccellenza ha imposto una ferrea disciplina a ogni tappa del ciclo produttivo: dalla costante attenzione alla biodiversità dell’impareggiabile suolo gessoso con aratura e inerbimento parziale alle potature corte dei filari senza utilizzo di diserbanti o pesticidi, dalla spremitura nella pressa più vicina al vigneto alla lunga maturazione sui lieviti che progressivamente si trasformano in fecce fini, fino alle delicate operazioni conclusive di ‘remuage’ e sboccatura.

Il successivo processo naturale di invecchiamento in cantina, variabile da cinque a diciotto mesi, ne perfeziona infine l’evoluzione aromatica, visiva e gustativa. La finezza del perlage, la spontanea complessità dei profumi, la setosa cremosità del sorso e la straordinaria freschezza minerale sintetizzano il tratto distintivo della filosofia spumantistica che la giovane enologa ha appreso e interiorizzato in quindici anni di prezioso affiancamento.

“Le mie sorelle hanno intrapreso la strada dell’insegnamento, mentre mio fratello Aymeric si è innamorato del territorio selvaggio di Saint-Joseph nel Rodano settentrionale dove produce vini naturali” racconta Alice, che oscarwine ha incontrato a Milano per la presentazione dell’Extra Brut Cuvée N.P.U. 2008, consapevole di essere da sempre la predestinata – anche per affinità caratteriali – a proseguire il percorso tracciato dal padre.

Grazie alla paziente acquisizione di mirate parcelle della Montagne de Reims, della Côte de Blancs, della Côte de Sezanne e di un vocato appezzamento a Les Riceys nel cuore dell’Aube, la tenuta gestisce oggi oltre 30 ettari di superficie vitata che contribuiscono al 70% dell’intera produzione. Quasi la metà dei vigneti di proprietà è classificata Grand Cru, un rapporto di invidiabile prestigio se si considera che tale titolo è assegnato a soli 17 dei 320 comuni della regione.

“Con le nostre 500.000 bottiglie annue – prosegue la titolare della casa francese – possiamo definirci una realtà a metà strada tra il viticolture artigiano e la grande maison”, dimensione in effetti ideale per coniugare qualità eccelsa, impronta personale e immagine aziendale. L’intero portafoglio è legato dal filo conduttore del residuo zuccherino ridotto al minimo e spazia dai quattro Extra Brut multi-millesimati, realizzati con sapienti blend che contemplano fino al 50% di vini di riserva, ai generosi e armonici Extra Brut millesimati Assemblage e Blanc des Blancs fino alla favolosa Cuvée N.P.U. (Nec Plus Ultra), il fuoriclasse della batteria nato dal sogno di realizzare la bollicina perfetta attraverso vinificazioni meticolose e scelte accurate in ogni fase della sua elaborazione.

L’Extra Brut Cuvée N.P.U. 2008 appena presentata simboleggia la prima etichetta realizzata da Alice in tutti i passaggi produttivi con l’assidua complicità dell’esperto capo-cantiniere Laurent Guyot e la supervisione del padre Bruno. Frutto di confronti serrati e ripetuti assaggi comparativi durante il prolungato affinamento di oltre dieci anni sui lieviti, il vino esprime le più nobili caratteristiche di un’annata equilibrata dal punto di vista meteorologico.

Il fine e placido perlage dispiega sul brillante vestito dorato un fresco effluvio di caprifoglio e piccoli frutti di bosco che onora la paritetica impronta di Chardonnay e Pinot Noir. Dopo il primo impatto olfattivo, si scatena una travolgente progressione aromatica dove le note di pasticceria e torrefazione si amalgamano ad agrumi canditi e spezie dolci, insieme a balsamiche note di mentuccia e liquirizia che ne vivacizzano la monumentale complessità. La bocca scorre setosa e minerale all’insegna della bevibilità, senza rinunciare alla consistente profondità del sorso che riabbraccia i profumi del naso e li impreziosisce di sfumature ammandorlate nel sapido e corroborante finale. Un cavallo di razza elegante e sensuale, con tutte le carte in regola per amplificare il suo poliedrico corredo sensoriale dopo un ulteriore riposo in cantina.

Photo credits: @studiocabrelli