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Casale Vallechiesa lancia NFT per spumante laziale

Casale Vallechiesa Winery ha lanciato il primo NFT legato a uno spumante del Lazio. NFT è l’acronimo di Non Fungible Token, un tipo di token crittografico che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità di un bene unico, sia digitale che fisico, che non può essere sostituito con qualcos’altro.

Chi acquisterà un certificato NFT dello Spumante Metodo Classico Malvasia Puntinata 2020 di Casale Vallechiesa Winery – tiratura limitata di 1000 bottiglie – avrà il diritto di ritirarne una cassa, alla fine del periodo di affinamento del vino (36 mesi), attualmente in corso. L’NFT funge da ricevuta digitale che verifica la proprietà da parte dell’acquirente e l’autenticità delle bottiglie di spumante grazie alla tecnologia della blockchain; allo stesso tempo, funziona come un’obbligazione digitale, che può essere riscattata al termine del processo di spumantizzazione del vino. Può essere inoltre rivenduto prima della scadenza dei 36 mesi, non necessariamente al prezzo di acquisto.

La famiglia Gasperini di Casale Vallechiesa Winery ha voluto che il primo token fosse messo all’asta (si parte da 0.075 ETH), che si chiuderà il 10 marzo 2022. Gli altri certificati saranno acquistabili sulla piattaforma Opensea pagando in Ethereum.

Abbiamo realizzato in assoluto il primo NFT al mondo legato ad uno spumante italiano del Lazio, nello specifico di Frascati, per festeggiare l’anniversario del nostro marchio principale, nato ufficialmente il 6 gennaio 1990 – ha dichiarato Bruno Gasperini, managing director di Casale Vallechiesa Winery – Il token dà diritto a 6 bottiglie di spumante metodo classico di malvasia puntinata, a una wine experience privata in azienda, a una serie di gadget esclusivi e aggiornamenti continui sullo stato di affinamento dello spumante; quindi chi lo acquista vivrà attivamente il processo di realizzazione dello stesso. Il certificato potrà essere acquistato solo in valuta digitale e ogni token nel tempo potrà rivalutare il proprio valore di mercato, proprio come accade nel mercato azionario internazionale. Già altre aziende vinicole italiane e estere si sono avvicinate a questo nuovo mercato, ed è una vera e propria rivoluzione del modo di acquistare e vivere il consumo del vino che renderà gli utenti dei veri e propri “stakeholder”. Come azienda abbiamo sempre investito nell’innovazione e crediamo molto in questo progetto. I miei avi hanno iniziato a produrre e vendere vino alla fine dell’Ottocento e oggi siamo qui, dopo 5 generazioni, ad emettere NFT di una produzione limitata di vino spumante. Devo dire che dal carretto alle cryptovalute abbiamo coperto un lungo arco di tempo e tutto questo è davvero entusiasmante.