michela adriano ma

Nasce ‘MA’, il vino che non si degusta ma si vive

Ho conosciuto Michela Adriano quando aveva appena 19 anni. Durante la sua prima degustazione guidata, dissi a suo padre Vittorio che quella ragazza aveva una grinta fuori dal comune. Ricordo che si permise di riprendere in maniera ferma ma educata alcuni sommelier di lungo corso che pretendevano di conoscere meglio di lei i vini dell’azienda di famiglia.

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MICHELA ADRIANO

Undici anni dopo, non solo confermo quell’impressione ma aggiungo che Michela ha maturato una solida attitudine imprenditoriale. Scomparso papà Vittorio – un amico per noi di oscarwine – ha preso in mano l’azienda di famiglia con coraggio, traghettandola attraverso mari agitati verso una nuova dimensione. Non è una frase fatta ma un percorso segnato dal lancio di ‘MA’, un vino rosso che verrà presentato alla cantina comunale di Neive il prossimo 16 ottobre.

Del vino non si sa ancora nulla ed è proprio qui che risiede la forza del messaggio. Michela ha scelto di non incasellarlo in una DOC o DOCG, di non diffondere schede organolettiche né di perdersi nei dettagli della vinificazione, per riportare l’attenzione su ciò che il vino dovrebbe sempre essere: pura convivialità.

“Su questo vino rosso – spiega Michela Adriano a oscarwine – nessuna denominazione, nessun tecnicismo. Non devi focalizzarti su cosa c’è dentro alla bottiglia, devi allontanarti dalla paura di non conoscerne il contenuto, di non poterne parlare se non hai un diploma da sommelier. L’importante è berlo: non devi capire di vino per goderti questa bottiglia, se ti interessano le informazioni, le recupererai poi.”

‘MA’ è un inno al bere insieme, un invito a mettere da parte schede tecniche e descrizioni astruse per ritrovare l’aspetto più autentico del vino, riportandolo al centro del tavolo: il fattore umano.

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“Questo continuo riempirsi la bocca di paroloni – sottolinea Michela – è il male del mondo del vino. Io non distinguo una azienda di automobili da un’altra ma guido benissimo e ogni anno macino decine di migliaia di km. Oggi, quando hai davanti una bottiglia di vino, sembra che tu debba per forza fotografarla, dire qualcosa di tecnico, fare paragoni con prodotti simili: tanta gente si è allontanata per questa ragione, stufa delle ossidoriduzioni e più interessata al contesto umano. Giustamente, aggiungo.”

Chi scrive sa bene cosa nasconde questa bottiglia ma per rispetto a una visione che condivido pienamente, mi limiterò a uno spoiler: parliamo di un rosso che si potrà bere freddo. Per quanto riguarda l’esterno, ‘MA’ si presenta in una bottiglia trasparente ricoperta di sticker, ognuno dei quali contiene un messaggio e, forse, un frammento della vita di Michela: il cerotto come cura di sé, la mappa come invito all’esplorazione, la tenda per la spensieratezza e la farfalla a simboleggiare la metamorfosi.

michela adriano maUn cambiamento profondo che segna anche il debutto della nuova linea che porta il nome proprio di Michela Adriano ma che non significa la nascita di una nuova cantina: “Sono stati mesi intensi, un anno lungo e complesso per mille ragioni ma carico di energia per rinnovare la cantina. Il primo passo è questo vino da bere fresco, a cui seguirà il rebranding dell’intera gamma. Questa linea avrà il mio nome ma rimarrà all’interno dell’azienda di famiglia che si trasforma da Adriano, Marco e Vittorio in Adriano Vini: qualcosa di essenziale, più semplice, diretto.”

“Il tutto – prosegue Michela – nasce da un processo interiore, molto personale, intimo: negli ultimi anni ho dovuto maturare e crescere in fretta. Un giorno, sono venuta a contatto con una agenzia bolognese di creativi con la quale ho ragionato su come rinfrescare l’azienda e su come poter esprimere la mia etica, i miei valori ini una forma nuova. ‘MA’, lo ribadisco, vuole comunicare connessione fra esseri umani, incontri, condivisione di momenti: tutto quello che deve creare una bottiglia, la cosa più importante.”

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