fbpx

Type and press Enter.

Storia, vitigni e vini dell’Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese è la più grande realtà vitivinicola della Lombardia, vanta circa 13.500 ettari vitati e il 60% del vino regionale prodotto.

È il territorio più a sud della regione, si estende tra il Po e gli Appennini, ad altitudini comprese tra i 200 e i 700 metri, ed è attraversato dal 45° parallelo (conosciuto come “la fascia dei vini d’Europa“). La sua iconica forma a grappolo è incastonata tra Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna.

In questo scenario si respira la storia di mercanti e pellegrini, scambio tra diverse culture e influenze. Basti pensare alla Via del Sale, tratto che da Varzi si snoda fino a Genova, denominato così per il commercio di questa preziosa materia. Oppure la Via Francigena, dove Sigerico, arcivescovo di Canterbury, annotò minuziosamente i 79 punti di sosta in altrettanti giorni del suo viaggio di ritorno da Roma alla sua città per un totale di 1600 chilometri. Tre tappe in cui sostò il religioso si trovano in territorio pavese: Tromello (Tremel), Pavia (Pamphica) e Santa Cristina e Bissone (Sce Cristine).

Valli, torrenti, l’imponente estensione e le variabilità geologica, morfologica e microclimatica della zona si riflettono in una ampia varietà di vitigni e coltivazioni. È sufficiente ricordare che, nel 1884, l’Oltrepò Pavese vantava ben 225 vitigni autoctoni. Oggi, sono una dozzina quelli più diffusi ma non mancano cantine che, a salvaguardia della loro storia aziendale, coltivano Moradella, Uva della Cascina o altre varietà meno note. L’attuale produzione vanta una DOCG, l’Oltrepò Pavese Metodo Classico (mentre Cruasè – fusione tra Cru e Rosé – è il marchio collettivo consortile ideato per la versione rosé) e 7 DOC: Bonarda dell’Oltrepò Pavese, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese, Casteggio, Oltrepò Pavese Pinot Grigio, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese, Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese e Oltrepò Pavese. Croatina, Barbera, Pinot Nero e Riesling sono i vitigni più coltivati.

La Bonarda frizzante dell’Oltrepò Pavese, uno dei grandi classici dell’enologia lombarda (considerata ancora oggi come il “vino di una voltae presenza costante sulla tavola delle famiglie oltrepadane), rivive nella sua forma più autentica grazie all’iniziativa di un gruppo di cantine appartenenti al Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese. Nel 2015, alcune aziende a filiera completa hanno lanciato il progetto La mossa perfetta adottando un regolamento più severo rispetto al disciplinare di produzione della Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, proponendosi di ridare identità a questo vino della tradizione.

Un’altra menzione di qualità ed eccellenza va al Club del Buttafuoco Storico, fondato nel 1996 da undici produttori: lo statuto vincola i soci a produrre secondo un rigido regolamento interno. Il marchio adottato è un veliero racchiuso in un ovale (rievocazione della botte tipica dell’Oltrepò Pavese) sostenuto dalla scritta Buttafuoco, dal quale si dipartono due nastri rossi rappresentativi dei due torrenti, il Versa e lo Scuropasso, che delimitano la zona storica di produzione. Il Buttafuoco Storico pone al centro le uve autoctone dell’Oltrepò Pavese Croatina, Barbera, Uva rara e Ughetta di Canneto e oggi sono 16 i produttori che collaborano nella ricerca delle caratteristiche storiche, nella selezione delle vigne più vocate, nella produzione controllata, nella promozione del vino Buttafuoco.

In Oltrepò, la nobiltà e la delicatezza del Pinot Nero trova clima e terreni ottimali: con più di 3.000 ettari vitati è l’area di coltivazione più vasta in Italia, la terza al mondo dopo Borgogna e Champagne. Tra la Valle Versa, la Valle Scuropasso e la Valle Coppa il Pinot Nero si esprime su livelli superbi in versione spumante – anche rosé – e vinificato in rosso esprime magnifici prodotti: fresco ed elegante bevuto in gioventù, ben si adatta all’invecchiamento disegnando trame organolettiche stupefacenti. Oggi molte realtà stanno investendo tempo e denaro, apportando un lavoro maniacale in un perfetto mix che deriva dalle differenti influenze culturali, l’attaccamento alle tradizioni e le innovazioni sia in vigna che in cantina.

Il Riesling, soprattutto quello renano, con i suoi 1300 ettari sa regalare bianchi complessi, di grande evoluzione e longevità: in determinate annate è davvero strabiliante, provare per credere. Le migliori espressioni vengono dalla Valle del Riesling: Calvignano, Montalto Pavese, Oliva Gessi, Casteggio, Mornico Losana e Rocca de’ Giorgi.

Ora non vi resta che venire in Oltrepò e scoprire voi stessi questo territorio così profondamente legato al vino ed alle sue storie.

Photo credits: Elisa Moretti per Team Oltrepò