‘Presenza’ è il tema del Blanc de Blancs 2015 di Paillard
Presentato da Alice Paillard in anteprima italiana a Vinitaly 2026, il Blanc de Blancs 2015 di Bruno Paillard è il nuovo capitolo del progetto “Art & Champagne” della maison di Reims, che ha voluto personalizzare i suoi millesimati ed esprimerne l’essenza sull’etichetta, affidando ad artisti sempre diversi l’interpretazione del tema dell’annata, questa volta all’insegna della “Presenza“.
L’autunno 2014 in Champagne è stato caratterizzato da temperature miti e umidità, con piogge che si sono protratte per tutto l’inverno, particolarmente fresco. L’apporto idrico persistente in primavera ha preparato il terreno per l’episodio successivo: sono seguite infatti settimane di quasi siccità da fine maggio a inizio agosto. I lunghi mesi di tempo soleggiato, nella seconda metà di agosto, sono stati interrotti da un periodo di precipitazioni durante l’invaiatura. Fortunatamente, il ritorno di un clima secco e fresco ad inizio settembre ha fatto sì che le piogge attivassero la maturazione rallentata dalla precedente siccità. Questa accelerazione, due volte più rapida della media, ha portato a una vendemmia svolta in buone condizioni, tra il 2 e il 18 settembre.
Il Blanc de Blancs 2015 è ottenuto esclusivamente dalla prima spremitura, la più pura, dei Grand Cru e dei Premier Cru della Côte des Blancs, di cui il 25% viene vinificato in piccole botti di rovere invecchiato. Agli oltre sette anni di affinamento sui lieviti, segue un periodo di riposo minimo di 24 mesi dopo la sboccatura.
Al naso i primi aromi sono di una freschezza percettibile che poco a poco si arricchisce e si impone per tutta la degustazione con una presenza continua. Intorno a questa trama compaiono profumi di fiori bianchi che evolvono verso tonalità più calde di acacia e miele. Man mano che si apre, il naso si arricchisce ulteriormente di sentori di cenere fredda, sottili note affumicate e vaniglia mescolate a tabacco biondo e legno di cedro.
Al palato la presenza è immediata, potente. La consistenza è voluminosa, piena e allo stesso tempo sostenuta dalla trama gessosa che si annuncia al naso, e che rende lungo il finale. Sensazione di frutta carnosa, arancia sanguigna e prugna, sapori aciduli di cedro e albicocca candita che si arricchiscono all’apertura di una sensazione pasticcera. Il tutto si conclude in un finale allo stesso tempo iodato e soave che ricorda le alghe nori e la traccia fresca dei pomodori Pachino.

JEFF KOWATCH
Questo vino rispecchia perfettamente l’annata da cui proviene ed è tutt’altro che classico: la sua intensità solare, unita alla freschezza dei suoi terreni calcarei, si impone fin dai primi istanti, regalando al contempo un finale radioso. Il Blanc de Blancs 2015 è quindi un vino tangibile, ampio, dalla presenza radiosa e positiva, pieno e fedele nel tempo. Un vino che coinvolge progressivamente il degustatore fin dal momento in cui viene servito, senza mai perdere intensità nel bicchiere. Così, man mano che il vino si apriva, si è imposto il tema “Presenza”, interpretato dall’artista Jeff Kowatch.
Rinomato per le sue composizioni solari e le sue opere dall’energia molto forte, Jeff Kowatch, nato in California nel 1965, si è trasferito in Belgio nel 2002 dopo aver lavorato per circa dieci anni a New York. Ha sviluppato una pittura fortemente incentrata sul colore, influenzata dai grandi maestri dell’astrazione americana, da Mark Rothko a Brice Marden, e, sul piano tecnico, dai grandi pittori fiamminghi, in particolare Rembrandt. Da quest’ultimo ha recuperato le antiche ricette dell’olio di lino, che conferiscono alle sue opere una particolare profondità e trasparenza, caratteristiche tipiche delle velature nordiche.
Recentemente, Kowatch ha sviluppato una serie di opere realizzate con la tecnica dell’oil stick su Dibond. Questi lavori catturano lo sguardo grazie all’uso di forme audaci e di colori straordinariamente luminosi, sovrapposti in molteplici strati. Grazie a questa tecnica, l’olio è concentrato in un unico stick, consentendo di utilizzare il colore a olio in una forma secca, pur preservando tutta l’intensità dei pigmenti.
