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Alex Ferguson: allenatore dei record, amante del vino

Alex Ferguson è l’allenatore dei record, ricordato per il suo lunghissimo periodo sulla panchina del Manchester United dove, da 1986 al 2013, ha portato a casa due Champions League, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA, una Coppa Intercontinentale, una Coppa del Mondo per Club, tredici Premier League, cinque FA Cup, quattro League Cup e dieci Community Shield che, aggiunte ai trofei vinti precedentemente con l’Aberdeen, gli hanno fatto tagliare il prestigioso traguardo di 49 trofei conquistati: nessun mister ha vinto più di lui.

Cosa ha in comune il miglior allenatore del XXI secolo IFFHS con il vino?

Un’asta dei vini di Alex Ferguson

Leggenda narra che Sir Alex abbia iniziato a collezionare vini pregiati nel 2004 – anche se sembra che la passione risalga agli anni Ottanta – con un Sassicaia. Il vino toscano è stato anche uno dei molti regali che il tecnico scozzese ha ricevuto dai colleghi, come Roberto Mancini, ai tempi in cui il CT azzurro era sulla panchina dei rivali cittadini del City.

Carlo Ancelotti gli offrì un Brunello dopo aver battuto il Manchester negli ottavi di Champions 2005 (1-0 all’andata e al ritorno, entrambi firmati da Herman Crespo) mentre Marcello Lippi gli regalava prodotti italiani ricevendo da Ferguson whisky scozzesi. Con Mourinho, invece, lo scozzese e il portoghese erano soliti “stappare” in occasione delle loro sfide dirette. Non passò inosservato il suo commento “red wine helps” al termine del campionato 2012, quando i rivali del Manchester City tornarono a vincere la Premiership dopo 44 anni proprio ai danni del suo club, in una delle partite e dei finali di stagione più rocamboleschi della storia di calcio: gli uomini di Mancini ribaltarono una partita che sembrava persa col QPR, quartultimo in classifica, pareggiando 2-2 con Dzeko al 92′ e portando a casa vittoria e titolo inglese due minuti dopo con una rete di Aguero.

Vino toscano ma retrogusto biancoceleste per le sette casse di Chianti che un gruppo di anonimi tifosi della Lazio gli spedì dopo che lo United aveva sconfitto 7-1 la Roma in Inghilterra. Sir Alex rispose “Grazie del gesto, siamo felici la partita vi sia piaciuta”; ironia della sorte, il fax di ringraziamento del mister arrivò il 30 maggio, anniversario della finale di Coppa Campioni che la Roma perse in casa col Liverpool.

Quando smise di allenare lo scozzese dichiarò “Voglio andare a vedere il Kentucky Derby e il Masters di golf. Voglio visitare i vigneti in Toscana e in Francia” ma proprio al termine della sua carriera sulla panchina corrispose uno dei momenti più tragici della sua vita che cambiò anche il suo rapporto col vino. Il 5 maggio 2018 Sir venne colpito da un’emorragia cerebrale; una volta ripresosi, fu costretto ad azzerare per un lungo periodo il consumo di vino e mise all’asta da Christie’s una parte della sua collezione di vini, composta per due terzi da bottiglie di Domaine de la Romanée-Conti, valutata 3 milioni di euro (fu spacchettata in tre lotti, venduti in Europa, Asia e online).

L’avvocato Agnelli paragonò Del Piero a Pinturicchio, Ferguson associò Cristiano Ronaldo a uno Château Pétrus del ’61 (nessuno dubita che l’allenatore conoscesse perfettamente il vino da collezione, avendolo bevuto). Sempre a Cristiano Ronaldo è legato un aneddoto divertente. Nel 2021, Khabib Nurmagomedov, famoso lottatore amico di CR7, era all’Old Trafford per Manchester United – Everton; l’ex tecnico gli offrì da bere non sapendo che il ragazzo fosse musulmano. “Non è una buona idea, perché se bevo poi rischio di mettermi a picchiare tutti i presenti” fu la risposta improvvisata dello sportivo per non offendere lo scozzese che gli replicò “Va bene, meglio che tu non beva”.

Ultima parentesi legata al vino in ordine di tempo risale a pochi giorni fa, dopo il derby fra City e United. Vi lasciamo al video di Guardiola, tecnico dei “citizens” che racconta l’incontro con Sir Alex.